di Sofia Maratheas

il gruppo scout Agesci e i ragazzi della Parrocchia Santa Maria Assunta che, insieme agli alunni dell’IISS Leonardo da Vinci, hanno partecipato alla marcia per la XXIII Giornata della Memoria e dell’Impegno a Foggia (foto di Gianfranco Lanzolla)

Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, l’associazione Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, iniziativa che si occupa di mantenere vivo il loro ricordo, camminare al fianco dei loro familiari, generare consapevolezza e cercare di colmare un ritardo storico, figlio della sottovalutazione.

Quest’anno, in occasione della XXIII edizione della Giornata, la città pugliese di Foggia si è prestata come una delle sedi principali dell’evento, che ha avuto luogo contemporaneamente in altri quattromila posti in Italia, Europa e America Latina. Libera è una rete, fondata da Don Luigi Ciotti, di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno contro le mafie e la corruzione e per una giustizia sociale e una legalità democratica basata sul principio di uguaglianza, trasparenza e memoria viva e condivisa.

Tema della Marcia di quest’anno è stato “Terra, solchi di verità e giustizia”. Don Ciotti nei giorni scorsi ha spiegato che Foggia è stata scelta «[…] perché quella terra ha bisogno di essere raccontata. Libera ha scelto Foggia perché le mafie del foggiano sono organizzazioni criminali molto pericolose che facciamo una tragica fatica a leggere. La criminalità organizzata del foggiano vive nell’ignoranza che la circonda. Tornare in Puglia significare abbracciare le storie delle sue vittime». Foggia è infatti la seconda città in Italia, dopo Napoli, in cui avvengono sparatorie a causa della criminalità organizzata.

È per loro che oltre 40mila persone, secondo i dati di Libera, sono scese in piazza Cavour per manifestare, guidate dal fondatore di Libera e i parenti delle vittime. Erano infatti presenti migliaia di bambini, adulti, studenti, rappresentanti delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine e del mondo dell’associazionismo e del volontariato: tra questi, anche noi cassanesi.

Grazie infatti all’iniziativa degli scout del Gruppo AGESCI, dell’IISS Leonardo da Vinci e della parrocchia Santa Maria Assunta, molti ragazzi e studenti compaesani hanno avuto la possibilità concreta, attraverso il trasporto in bus, di portare la propria voce alla manifestazione.

una rappresentanza dei parenti delle vittime innocenti di mafia durante la Marcia (foto di Gianfranco Lanzolla)

La partenza del corteo è avvenuta alle ore 9:00, in piazza Cesare Battisti, per poi proseguire il suo percorso per Corso Garibaldi, Via Capozzi, Viale Ofanto, Corso Roma, Piazza Italia e concludersi in piazza Cavour. Qui alle ore 11:00 vi è stata l’emozionante lettura dei 970 nomi delle vittime innocenti da parte di familiari e rappresentanti politici e culturali, tra i quali l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso; il reggente del Pd, Maurizio Martina; il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta; il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro; la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi.

Scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «la giornata di oggi trasmette speranza e guarda al futuro, mentre richiama la nostra responsabilità collettiva verso chi ha pagato con la vita quella violenza criminale che è rivolta contro ciascuno di noi e contro i nostri stessi figli. Dobbiamo costruire insieme una società senza le mafie, senza il loro disonore, senza l’infamia della loro sopraffazione».

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ribadisce invece che «la ferocia delle mafie va combattuta con tutte le nostre forze, senza lasciare indietro nessun territorio».

don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, alla Marcia (foto di Gianfranco Lanzolla)

La pioggia e il vento freddo costanti per tutto lo svolgimento della marcia hanno dato spazio a qualche timido raggio di sole proprio mentre Don Luigi Ciotti con le sue parole riscaldava l’animo di tutti i presenti con il suo discorso conclusivo. Egli, affiancato da tre vescovi, si è rivolto direttamente «alle persone che sono dentro le organizzazioni criminali», dicendo loro: «non è vita quella che fate, vi aspetta o il carcere o la morte, vi aspetta di dovervi nascondere, perché sarà il bene a vincere sul male. Perché noi unendo le nostre forze diventiamo una forza più forte di voi. Vi prego cambiate vita, trovate questo coraggio. Non ci ucciderete mai perché qui siamo vivi e la nostra è una memoria viva, di persone che vogliono il cambiamento».

«Il 70% dei familiari delle vittime non conosce la verità, ma noi sappiamo che le verità camminano per le strade delle nostre città. L’omertà uccide la verità e la speranza», ha continuato il sacerdote.

Il suo appello è stato chiaro: «il problema non sono solo le mafie. Il problema siamo tutti noi». Per Don Luigi Ciotti, affinché l’impegno contro le mafie sia quotidiano, è necessario «scrivere nelle nostre coscienze tre parole: continuità, condivisione e corresponsabilità. […] Il cambiamento ha bisogno di tutti. Noi lo chiediamo alla politica, alle istituzioni, ma dobbiamo chiederlo anche a noi come cittadini: abbiamo bisogno di cittadini responsabili, partecipi e non indifferenti».

(foto di Gianfranco Lanzolla)

 

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