di Maria Pia Di Medio (sindaco del Comune di Cassano delle Murge) con l’Amministrazione Comunale

Paolo Borsellino e la sua scorta, uccisi dalla mafia il 19 luglio 1992 in via D’Amelio a Palermo (foto Google)

25 anni da quel 19 luglio 1992. A soli 57 giorni dalla strage di Capaci, la mafia tornava ad uccidere, questa volta a Palermo in via D’Amelio il giudice Paolo Borsellino e i cinque membri della scorta: Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli ed Emanuela Loi.

Nel XXV anniversario della sua morte è più che mai vivo il suo esempio di coraggio, di coerenza e spirito di sacrificio in tutte le nostre azioni quotidiane di amministratori comunali fatte di onestà, legalità,  spirito di abnegazione e di contrasto ai ricatti della malavita o, peggio, di chi detiene alcuni poteri. Ispirati dalle parole del giudice Borsellino: “E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”, in queste frasi, percorriamo, come in un sentiero, il suo insegnamento che guida la nostra azione amministrativa volta al raggiungimento del bene della nostra Comunità. Commemorare Borsellino e ricordare tutte le vittime di mafia, che hanno speso la propria vita per il bene della nostra comunità, vuol dire rinnovare e onorare quel patto con i valori alti della nostra Costituzione affinché non siano mai vani i sacrifici di questi grandi uomini, perché come lui scriveva: “chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

 

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