di Vito Surico

il saluto del sindaco Lionetti al convegno "A scuola di disturbi specifici dell'apprendimento"

il saluto del sindaco Lionetti al convegno “A scuola di disturbi specifici dell’apprendimento”

Tra il 3 ed il 5% della popolazione scolastica soffre di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e il primo passo per aiutare questi bambini e ragazzi è sapere di cosa si tratta e come intervenire.

Di questo si è parlato ieri nel convegno “A scuola di Disturbi Specifici dell’Apprendimento” svoltosi nella Sala Consiliare del Comune di Cassano delle Murge e organizzato dall’assessorato ai Servizi Sociali in collaborazione con l’AGIAD (Associazione Genitori Insegnanti e Amici della Dislessia) di Bari e con l’Ordine degli Psicologi di Puglia.

«La formazione e l’educazione sono veramente efficaci se è l’intera comunità che educa», ha affermato il sindaco Vito Lionetti nell’introdurre il convegno, sottolineando come l’amministrazione faccia lo “sforzo” di coinvolgere l’intera collettività nel processo educativo anche attraverso incontri come questi che servono per ‘conoscere’ i diversi temi: quello trattato ieri, nello specifico, è «un tema molto importante, che pone un problema che non va marginalizzato, ma affrontato perché un bambino con disturbi specifici dell’apprendimento non è un bambino diverso dagli altri. Ha gli stessi obiettivi e le stesse capacità di tutti, ma ha bisogno di essere seguito, anche con l’aiuto di specialisti».

«La formazione e l’informazione su questo tema – gli ha fatto eco l’assessore ai Servizi Sociali Enza Battista – è fondamentale poiché molti vedono in questi disturbi una sorta di “handicap”. È essenziale capire che così non è».

l'intervento della dott.ssa Lucia Susca

l’intervento della dott.ssa Lucia Susca

La prof.ssa Anna Laudisa, referente dell’AGIAD, ha introdotto i relatori a partire dalla dott.ssa Lucia Susca dello studio “Arcolabeno”. La psicologa ha presentato l’argomento del convegno affermando che i DSA interessano ogni scuola ed è pertanto necessario utilizzare una didattica inclusiva per tutti. Con i disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) si nasce, ha chiarito la dott.ssa Susca, e un occhio attento è in grado di individuarli nel bambino sin da piccolo (prima della vera e propria diagnosi possibile verso i 6-7 anni). È quindi importante formare innanzitutto i docenti della Scuola dell’Infanzia e quelli della Scuola Primaria affinché siano in grado di riconoscere le caratteristiche principali della DSA, quali le difficoltà nella lettura (lentezza o scorrettezza), nella scrittura o nel calcolo, i deficit di memoria o di coordinazione motoria e la facile distraibilità di questi ragazzi.

Più nel dettaglio sono entrati i collaboratori dello studio “Arcolabeno”: dal neuropsichiatra infantile Flavio Gioia (che ha parlato delle difficoltà di riconoscere i DSA e, soprattutto, di saperli distinguere dall’ADHD, sindrome di deficit di attenzione e iperattività) alla logopedista Arianna Gentile (che si è soffermata sui disturbi specifici del linguaggio che, in molti casi, sono un primo “sintomo” dei disturbi specifici dell’apprendimento); dalla psicologa Rita Fumai (che ha evidenziato i metodi con cui è possibile “(ri)abilitare” i bambini con DSA e gli strumenti compensativi che possono venire in aiuto a questi ragazzi) alla psicologa Giovanna Romanazzi (che ha parlato degli aspetti emotivi e delle difficoltà di chi è affetto da DSA che, spesso, può incorrere in problemi relazionali o ‘cali’ di autostima).

È, pertanto, fondamentale seguire questi ragazzi e «trovare quei punti di forza che li mettano in grado di essere come tutti e di superare i momenti di difficoltà», ha concluso la prof.ssa Laudisa.

Il convegno, molto partecipato, ha visto gli interventi di insegnanti e genitori che hanno esposto le problematiche che, quotidianamente, devono affrontare.

 

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