la consigliera Di Medio, in avvio di seduta, espone i motivi per cui il gruppo "Per Crederci Ancora" abbandonerà l'aula

la consigliera Di Medio, in avvio di seduta, espone i motivi per cui il gruppo “Per Crederci Ancora” abbandonerà l’aula

Con una nota, presentata ieri in consiglio comunale prima dell’abbandono, e indirizzata al Sindaco ed al Prefetto, e per conoscenza al Segretario generale ed al Presidente del consiglio comunale, il gruppo consiliare di “Per crederci ancora” segnala quelle che, a suo dire, sono gravi inadempienze commesse che minano l’esercizio della propria funzione ai consiglieri di minoranza.

Ne riportiamo integralmente il testo, con, in allegato, le istanze prodotte e della risposta ricevuta.

Oggetto: Diritto di accesso agli atti da parte dei Consiglieri comunali. Diffida ad adempiere.

In riferimento alla nota n. prot. 6569/2016 avente ad oggetto Atti Decreto Sindacale n. 28/2016,  riportiamo alcune considerazioni:

  • l’accesso dei Consiglieri comunali e provinciali agli atti amministrativi dell’ente locale, disciplinato dall’art. 43, comma 2, del T.U.E.E.L. n. 267/2000, prevede in capo agli stessi il diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del loro mandato;
  • in proposito, il Consiglio di Stato ha più volte affermato che la finalizzazione dell’accesso ai documenti in relazione all’espletamento del mandato costituisce il presupposto legittimante configurandosi come funzionale allo svolgimento dei compiti del consigliere (Consiglio di Stato, sez. V, 26 settembre 2000, n. 5109) ed inoltre che il consigliere comunale “non è tenuto a specificare i motivi della richiesta, né gli organi burocratici dell’ente hanno titolo a richiederlo” (sentenza sez. V, del 13 novembre 2002, n. 6293);
  • con la sentenza n. 2716 del 4 maggio 2004, lo stesso Consiglio, ha introdotto ulteriori elementi che ampliano e rafforzano il diritto in parola, ritenendo che”… i consiglieri comunali hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione”. Pertanto,”… una richiesta di accesso avanzata da un consigliere a motivo dell’espletamento del proprio mandato risulta congruamente motivata e non può essere disattesa dall’Amministrazione”.

Risulta, pertanto, infondato il richiamo al diritto di accesso coordinato con altre norme come riportato nella richiamata nota di diniego all’accesso.

Quanto alla riservatezza degli atti, essa viene ritenuta dalla sentenza n. 2716/04, sufficientemente bilanciata dalla disposizione di cui all’art. 43, comma 2 del d. lgs. 18 agosto 2000, n. 267 secondo cui: i consiglieri ” sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge”. Il Consiglio di Stato osserva, infatti, che “… essendo i detti consiglieri tenuti al segreto nel caso di atti riguardanti la riservatezza dei terzi, non sussiste, all’evidenza, alcuna ragione logica perché possa essere inibito l’accesso”.

E’ appena il caso di rammentare, infatti, che si discorre della documentazione afferente l’esercizio di “potestà di vertice” di questa Amministrazione, esercitata in funzione eminentemente pubblicistica (augurabilmente), con gli stessi, identici limiti, in termini di segretezza e riservatezza, caratterizzanti il ruolo e la funzione del Consigliere comunale.

Dalla citata sentenza n. 2716/2004 del massimo Consesso della giurisprudenza amministrativa emerge con chiarezza che l’attuale orientamento è nel senso dell’impossibilità di opporre diniego all’accesso dei Consiglieri, in considerazione del fatto che”….l’espletamento del mandato di cui sono investiti i consiglieri comunali li abilita a conoscere tutte quante le attività svolte dall’Amministrazione comunale, tenuto conto che”….qualsiasi limitazione verrebbe a restringere la possibilità di intervento, sia in senso critico sia in senso costruttivo, incidendo negativamente sulla possibilità d’integrale espletamento del mandato ricevuto”.

L’orientamento giurisprudenziale unanime ed univoco, di cui innanzi,  trova conferma, da ultimo, tra le tante,  nelle sentenze Tar Palermo, sez. I, 9.1.2015 n. 77; Tar Milano, sez. I, 27.11.2014 n. 2834; Cons. Stato, sez. V, 11.12.2013 n. 5931.

Alla luce di quanto appena accennato, rinnoviamo la richiesta contenuta nella istanza del 13/05/2016 e del 11/05/2016, preavvertendo che trascorsi ulteriori cinque giorni senza alcun riscontro positivo, ci vedremo costretti ad intraprendere ulteriori iniziative a tutela della nostra funzione ed al precipuo fine di veder sanzionata una palese violazione di legge.

La presente richiesta è inviata, con relativa documentazione, per legale scienza e per quanto di competenza al Sig. Prefetto di Bari, affinché possa utilmente esercitare la Sua potestà di garanzia e di controllo del corretto esercizio delle attività istituzionali.

La prima richiesta di accesso agli atti:

richiesta accesso agli atti 1La seconda richiesta di accesso agli atti:

richiesta accesso agli atti 2

La risposta del sindaco Lionetti:

risposta alla nota di accesso agli atti 2

 

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