di Maria Pia Di Medio

Facciamo chiarezza perché c’è sempre chi non vuole capire o non sa leggere bene le disposizioni o non conosce le norme e quindi manifesta comportamenti non corretti.

L’accalappiamento dei cani randagi, presenti sul nostro territorio, è di competenza del Servizio veterinario ASL, che provvede all’esecuzione attraverso la MAPIA di Bari e dietro segnalazione della Polizia Municipale. I cani, una volta accalappiati, vengono condotti presso il canile sanitario, sterilizzati e microcippati (sempre a carico della ASL e del Comune) e reimmessi sul territorio, come previsto dalla legge, dopo un periodo di quarantena. TUTTI i cani dei nostri canili sono sterilizzati e microcippati. Il nostro canile sanitario dispone di 6 box.

Il problema si pone nella numerosa presenza di cani adulti nella parte rifugio sia del canile comunale “Dog House” sia del canile convenzionato “Natura Center”.

La scelta di favorire l’adozione anche dei cani adulti (ce ne sono molti di adottabili) è stata determinata innanzitutto dalla convinzione che è una crudeltà tenere i cani “in prigione” solo perché a qualcuno non piacciono, e poi perché reimmetere soggetti già sterilizzati e microcippati ne favorisce la riduzione del numero sul territorio e rende possibile un controllo puntuale che mira alla lotta dello sfruttamento economico dei cuccioli.

Si preannuncia che su questo aspetto saranno emanate, fra qualche tempo, dall’Ente, disposizioni di massimo controllo dei microchip dei cani padronali e delle masserie.

La strumentalizzazione del nostro provvedimento di “accompagnare” l’adozione con un contributo per venire incontro alle prime necessità, nel caso dell’adozione di cani che hanno trascorso un lungo periodo nel canile, mi sembra meschino e molto poco “animalista”.

Noi crediamo in questa opportunità che viene data ai cani dei rifugi. Sarà una goccia nel mare, ma riteniamo che ogni azione che abbia come fine il rispetto della vita, anche degli animali, sia da attuare.

 

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