Al via in Italia il confronto sugli obiettivi di sviluppo Post 2015

Ambiente, economia e società. Sono questi i tre settori al centro delle discussioni per l’elaborazione di un modello di sviluppo finalmente sostenibile che possa garantire l’eradicazione della povertà e delle ingiustizie sociali, l’affermazione dell’equità e del lavoro dignitoso. Il 2015 è dietro l’angolo e le iniziative per identificare gli obiettivi per una nuova fase di sviluppo si stanno moltiplicando in tutto il mondo, a partire dall’Italia che ha ospitato, presso il ministero degli Esteri, un convegno dal titolo “Dalla Conferenza di Rio+20 al processo Post-2015: le sfide dello Zero Hunger Challenge, della sostenibilità, della lotta alla povertà e dello sviluppo sociale. Il contributo italiano, la posizione europea“.

Un incontro utile a definire le prospettive future della cooperazione internazionale da inquadrarsi in in un percorso di esercizio congiunto sul piano nazionale, europeo e mondiale, come ha spiegato il vice ministro degli Esteri, Lapo Pistelli. Un ambito in cui l’Italia potrà dare un significativo contributo anche in considerazione del semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione europea (luglio-dicembre 2014), dove si prevede l’elaborazione di un’agenda politica di cooperazione internazionale, e dell’Expo 2015 in programma a Milano, dove ci sarà la possibilità di discutere di politiche di sviluppo alternative, dallo sviluppo rurale alla valorizzazione della cooperazione decentrata passando per il superamento del Pil come unico strumento di misura del benessere di una popolazione.

Un approccio condiviso dal direttore generale della Cooperazione allo sviluppo, Giampaolo Cantini, che ha ricordato come il programma “Zero Hunger Challenge”, lanciato lo scorso anno dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, sia coerente con le linee guida della Cooperazione italiana, soprattutto in tema di sviluppo rurale e sicurezza alimentare. Anche secondo Cantini, l’Expo 2015 rappresenta, da questo punto di vista, una vera opportunità per l’ideazione di nuovi partenariati e di una nuova agenda che tenga in particolar conto la cooperazione decentrata come strumento in grado di affrontare al meglio i problemi strutturali come quelli relativi al genere, alla povertà e alla disoccupazione.

Proprio la questione della creazione di lavoro dignitoso è stata al centro dell’intervento di Luigi Cal, direttore della rappresentanza italiana dell’ILO, che ha ricordato come una maggiore attenzione all’occupazione sia centrale nella definizione di un nuovo modello di sviluppo. Non si può, insomma, ricadere nell’errore di puntare esclusivamente sulla crescita confidando nelle ricadute positive sul mercato occupazionale, ma bisogna piuttosto porre il lavoro al centro delle politiche. La diversificazione dell’economia, l’estensione della protezione sociale e l’introduzione di nuovi strumenti finanziari sono alcune delle misure che hanno, una volta applicate in contesti svantaggiati, favorito la ripresa degli investimenti, dell’occupazione e del mercato dei consumi. L’ILO, ha concluso Cal, propone dunque di dare più rilievo all’obiettivo della piena occupazione produttiva e del lavoro dignitoso come traguardo centrale dell’agenda per lo sviluppo post-2015.

Il convegno ha inoltre rappresentato l’occasione per la presentazione del rapporto “L’universo comprensibile dello sviluppo sostenibile“, curato dai partner organizzativi italiani, Oxfam, Slow Food e Cespi. Il rapporto mette in evidenza le priorità della cooperazione allo sviluppo fra cui l’integrazione dei tre pilastri delle dimensioni economica, sociale e ambientale, la promozione di un approccio multi-livello e territoriale per iniziative multi-attoriali, il coinvolgimento del settore privato con formule di partenariato pubblico/privato (PPP) innovative che vadano oltre la prassi prevalente di Corporate Social Responsibility.

Fonte: Il Portale del Lavoro Dignitoso – Sistema Puglia, Lavoro, Economia, Sportello Europa, Territorio – Redazione Sistema Puglia

 
 
 

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