Premio Oscar 2013 come miglior film straniero; Palma d’Oro al festival di Cannes al miglior film; miglior film straniero ai Golden Globe 2013; miglior attrice (Emanuelle Riva) e miglior film straniero ai BAFTA 2013; miglior film europeo, miglior attore (Jean-Louis Trintignant) e miglior attrice agli European Film Awards 2013; miglior film francese, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e miglior sceneggiatura originale ai Cesar 2013, arriva finalmente al Cinema “Vittoria” di Cassano “Amour” del regista austriaco Michael Haneke.

Il film verrà proiettato domani, mercoledì 8 e giovedì 9 maggio nell’ambito della Rassegna d’Autore organizzata dalla sala cassanese, alle ore 18.30 e alle ore 21.30. Costo del biglietto 4 euro.

La storia è quella di Anne e Georges, tanti anni e un pianoforte per accompagnare il loro tempo, speso in letture e concerti. Insegnanti di musica in pensione, conducono una vita serena, interrotta soltanto dalla visita di un vecchio allievo o della figlia Eva, una musicista che vive all’estero con la famiglia. Un ictus colpisce Anne e collassa la loro vita. Paralizzata e umiliata dall’infarto cerebrale, la donna dipende interamente dal marito, che affronta con coraggio la sua disabilità. Assistito tre volte a settimana da un’infermiera, Georges non smette di amare e di lottare, sopportando le conseguenze affettive ed esistenziali della malattia. Malattia che degenera consumando giorno dopo giorno il corpo di Anne e la sua dignità. Spetterà a Georges accompagnarla al loro ‘ultimo concerto’.

… diretto e frontale è lo sguardo di Haneke”, scrive Marzia Gandolfi su mymovies.it, “che ‘infartuando’ la sua protagonista introduce nella sua vita un senso di precarietà e un destino cinico, che non si accontenta di farti invecchiare, soffrire e morire, prima della tua dipartita si porta via i tuoi amici, quelli che amavi, quelli che conoscevi, quelli che frequentavi, costringendoti all’ennesimo funerale”. “Haneke procede e approfondisce la critica a una struttura sociale ipocrita, che non ha il senso della realtà e del coraggio e persevera nel contemplare la ‘senescenza’ come tempo della pace e stagione dei ricordi sereni. Il male (…) consuma il corpo di Anne, ingolfandola fino a ‘spegnerla’. (…) Unica concessione per Haneke è l’amore, l’amore del titolo, consentito insieme alla disperazione, alla rabbia e alla ribellione. (…) l’etica raggelante dell’autore austriaco prevede una via d’uscita dopo aver scavato con le unghie nel dramma sostanziale dell’essere umano, dopo aver centrato la corporeità dell’esperienza della vita”.

 

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