Venerdì 10 maggio la nostra Università della Terza Età ha chiuso la stagione seminariale dell’Anno Accademico 2012-2013 ancora con un incontro sull’acqua alcalina, di cui il dott. Marco Tassielli è stato docente in un corso ad hoc da lui proposto. Il tema della serata è stato: Un appuntamento per conoscere come invecchiare con salute!, suggerito dal dott. Rocco Palmisano, coautore del libro Alcalinizzatevi e ionizzatevi, assieme al dott. Theodore A. Boroody. Volume che il relatore ha colto l’occasione di presentare congiuntamente ad un altro testo, Invertire l’invecchiamento. Entrambi argomenti che hanno sicuramente attirato l’attenzione dei presenti, se non altro per la loro età non certo più giovanile.

Dopo le presentazioni di rito, ha esordito il dott. Tassielli dicendo che egli non è un medico, bensì un geologo. Ma, ciononostante, si è fatto portavoce di un argomento che sta interessando tutto il mondo scientifico: il fattore pH. Un fattore finora del tutto messo da parte dalla medicina tradizionale per ovvi motivi di interesse economico. Egli ha studiato a lungo le acque da un punto di vista geologico, nozioni che ha anche riportato nelle sue lezioni tenute all’UTE negli anni passati. Ma ad un certo punto ha voluto saperne di più anche da un punto di vista medico, e allora si è imbattuto in storie di popolazioni che oltrepassano di parecchio i cento anni, e tutti in ottima salute, perché bevono un certo tipo di acqua. La sua curiosità lo ha indotto ad approfondire l’argomento ed ha scoperto che trattasi di un particolare tipo di acqua alcalina che impedisce, a chi la beve, l’instaurazione nell’organismo di processi degenerativi. Processi che portano alla fine ad accorciare di parecchio la vita umana, giusto come succede alle nostre latitudini.

«L’acqua non è una semplice molecola composta da due atomi di idrogeno e da un atomo di ossigeno – ha ribadito Marco – ma è molto di più. Essa è fondamentale per la salute umana, dato che è presente nel nostro corpo per circa il 70%». Ma l’acqua alcalina è fondamentale per la formazione dell’energia e per il fattore pH, che è alla base della salute, intesa quest’ultima come benessere psico-fisico.

Nell’approfondire le sue ricerche ha conosciuto poi il libro Invertire l’invecchiamento, di Sang Whang, uno studioso orientale, non medico anche lui, bensì un ingegnere, che per trent’anni ha studiato l’acqua ed il problema elettro-magnetico che è dentro il nostro corpo, da cui poi è nata una nuova scienza, l’elettrobiologia, della quale il fattore pH ne è alla base. Da qui l’interesse anche per il volume Il miracolo del pH alcalino del dott. R.O. Young, tradotto in italiano dal dott. Rocco Palmisano e, come già precisato sopra, coautore di Alcalinizzatevi e ionizzatevi. Un testo che rappresenta un ulteriore approfondimento dei benefici prodotti dall’acqua alcalina e ionizzata. «Noi badiamo all’inquinamento esterno, ma non a quello interno», ha ribadito con forza Marco, e per questo «è necessaria l’acqua, perché non irrora solo le nostre cellule, ma le pulisce anche. Conoscere questi argomenti ci fornisce la salute sia nel corpo sia nello spirito», egli ha concluso.

È stata poi la volta del dott. Palmisano che ha esordito parlando dell’importanza dell’equilibrio acido-base nel nostro organismo al fine di una “salute globale”. Gli elementi fondamentali per la vita umana sono, secondo il relatore: l’amore, che predispone la mente e il corpo alla ricezione degli altri elementi vitali; la fede, cioè il credere in quello che si fa e si apprende; la conoscenza, senza della quale si rimane allo stato primitivo e non è possibile spiegarsi i tanti fenomeni che ci circondano. Certamente sono necessari anche gli alimenti, che equivale a dire energia, ma che devono essere molto limitati, naturali e genuini. Infine necessitano ancora l’elettromagnetismo, la luce, il calore, l’aria e l’acqua. Quest’ultima è importantissima per il drenaggio del nostro corpo, che è come dire per la nostra sopravvivenza.

Col solo latte materno, che è composto dall’88% di acqua, il bambino cresce in maniera ottimale: ancora una volta è dimostrato che un organismo richiede una minima percentuale di alimenti e una grande quantità d’acqua. Certo, l’organismo di un adulto richiede un’alimentazione più sostanziosa, ma in ogni caso devono essere alimenti capaci di trasmutare, nel nostro meraviglioso laboratorio alchemico, in elementi idonei a soddisfare tutte le sue esigenze fisiologiche. Ne consegue allora che un buon cibo deve essere: alcalino, fresco (possibilmente di giornata, perché col trascorrere dei giorni cambia le sue qualità organolettiche); dovrebbe potersi mangiare crudo, perché con la cottura si denatura (l’uomo è l’unico animale che mangia cibi cotti); dovrebbe essere gustoso, profumato e bello, perché la prima digestione avviene con gli occhi; infine deve contenere circa il 70% di acqua e non deve contenere veleni di qualsiasi genere.

Il metabolismo, secondo il dott. Palmisano è un processo bifasico. Cioè composto da anabolismo, che significa sviluppo, crescita, lavoro, e catabolismo, che significa anche distruzione delle cellule e alla fine dell’intero organismo, e quindi morte. La salute fisica, perciò, dipende dall’equilibrio di queste due fasi.

L’organismo umano è composto mediamente dal 70% di acqua che ogni giorno deve essere rinnovata, e all’uopo occorre bere circa 30 cc per ogni Kg di peso corporeo. Ciò però in condizioni normali: in estate, quando si suda molto, oppure quando si svolgono lavori pesanti, ovviamente i quantitativi aumentano. Quest’acqua forma la parte fluida del sangue e percorre nel nostro corpo un cammino lungo circa 100.000 Km in tubi e tubicini di ogni dimensione. Ebbene la gran parte dei medici prestano attenzione solo a quelli più grossi (le arterie coronarie, polmonari, giugulari, ecc.), ma non badano affatto a quelli più piccoli, i capillari, che costituiscono oltre l’80% dell’intero percorso. Ed è proprio nei capillari che si può avere più facilmente l’ostruzione se il sangue non è abbastanza fluido, provocando alterazioni nella capacità osmotica e la morte delle cellule che quei capillari dovrebbero irrorare per realizzare lo scambio tra metaboliti e cataboliti. Fattori, questi, che sono alla base di ogni malattia.

Il primo scambio avviene già nell’intestino a livello dei villi, ma se il cibo non è stato adeguatamente masticato e arricchito di acqua, non può essere assorbito, e di conseguenza si avverte pesantezza di stomaco, senso di pienezza, flatulenza e altri disturbi vari; il secondo scambio avviene invece a livello dei capillari e della matrice extracellulare; il terzo scambio infine avviene tra quest’ultima e i succhi cellulari. Ed è, appunto, in questi scambi che si hanno gli apporti nutritivi alle cellule e l’eliminazione delle scorie metaboliche. Ma affinché questi scambi possano avvenire è necessario che il pH sia alcalino, per cui l’acqua deve contenere elementi alcalinizzanti come calcio, magnesio, potassio, sodio e ferro.

Gli ioni idrogeno hanno la proprietà di aggregare gli atomi formando i cosiddetti cluster, cioè macromolecole che trovano poi difficoltà ad attraversare i capillari più piccoli: quanto più piccoli sono i cluster, tanto più fluida è l’acqua e tanto più facilmente raggiunge ogni angolo più remoto del nostro organismo.

Importante è anche il processo di auto-protolisi della molecola dell’acqua, ovvero la sua scissione in ioni H+ e ioni OH-, processo che fornisce all’organismo circa il 90% dell’energia biochimica richiesta. Non solo. Ma è importante anche il potenziale ossido-riducente dell’acqua (ORP), che è la capacità di accogliere elettroni (positivi e ossidanti) e di cederne (negativi e riducenti). Gli antiossidanti hanno un potenziale ossido-riducente negativo, e pertanto una buona acqua attiva e basica deve avere un ORP intorno a -400 (la nostra acqua di rubinetto è invece intorno a +300).

Un buon carburante umano deve, quindi, contenere energia elettromagnetica, calore, ossigeno, acqua (meglio se alcalina e attiva), pochi additivi naturali (zuccheri, grassi, proteine, vitamine e sali minerali) complessivamente nella misura di circa il 10%.

A sua volta, l’acqua alcalina e attiva si può ottenere: attingendola direttamente dalle fonti (piuttosto scarse in Italia), tramite l’aggiunta di concentrato alcalino (acquistabile in farmacia), con aggiunta di bicarbonati o di integratori alcalini, ed infine con appositi ionizzatori d’acqua che producono contemporaneamente acqua alcalina e acida. Quest’ultima utilizzabile in ambito domestico per vari scopi (igiene intima, come antiforfora ed altro ancora).

Il dott. Palmisano ha infine concluso la sua relazione con un aforisma di Ippocrate, (medico greco del V secolo a.C.): «Il tuo cibo sia la tua medicina come la medicina sia il tuo cibo»: apparentemente potrebbe sembrare un gioco di parole, ma l’autore intendeva dire che il cibo va inteso come una medicina e, come con una medicina non si deve abusare, altrettanto il cibo non deve essere abbondante.

Renato Tria – Docente Università della Terza Età di Cassano delle Murge

 

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