Siamo alle solite: nella nostra regione si predica bene ma si razzola male. Il nostro Comune, uno dei primi ad adottare il sistema di raccolta Porta a Porta dei rifiuti, è incappato nella trappola dei costi di smaltimento che di fatto non incentiva chi come noi si sta adoperando per la salvaguardia dell’ambiente.

Un esempio su tutti è costituito dai costi di conferimento dei rifiuti. Infatti, se conferiamo una tonnellata di rifiuto “talquale” in una delle due discariche previste dalle varie ordinanze del presidente della Regione Puglia Vendola, per esempio alla Daneco di Giovinazzo dove i rifiuti subiscono un (trattamento di tritovagliatura) il costo è di 61 euro più Iva.

Se invece si conferisce presso l’Amiu di Bari, il costo (dopo il trattamento di biostabilizzazione) sale ad 88 euro più Iva.

Fin qui tutto può sembrare regolare. Ma non è così perché, udite udite, il costo (a questo punto il salasso) cambia a dismisura se conferiamo i rifiuti organici (il cosiddetto “umido”) in uno dei due impianti attivi nelle vicinanze, Tersan di Modugno o Porgeva a Laterza . In questi depositi, per noi che conferiamo a Tersan Puglia, il costo è di 96 euro più Iva per tonnellata.

Oltre ad essere diventati nomadi del conferimento siamo esposti ad un esagerato esborso di denaro dei contribuenti.

Alla faccia della differenziata! Così vogliamo incentivare i Comuni a spingere sulla raccolta differenziata? 
Questo modo di fare dimostra come l’amministrazione regionale è sempre più lontana dalla sensibilità verso l’ambiente e dalle buone pratiche per la sua salvaguardia.

Come al solito, dalla Regione, qualcuno pontifica attraverso le poesie, ma quando si tratta di passare ai fatti accade tutto il contrario di quel che si propaganda.

Se non si interviene per razionalizzare i costi in discarica che i Comuni devono sostenere, fare la differenziata sarà sempre più un sacrificio.

Franco Antelmi – Coordinatore cittadino PdL

 

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