Riceviamo e pubblichiamo integralmente un “Appello per la giustizia” del magistrato Michele Parisi.

Parisi, docente delle scuole di formazione politica di Cercasi un Fine, l’associazione fondata e presieduta da don Rocco D’Ambrosio, ha scritto una lettera aperta a tutti i soci dell’associazione, agli amici e ai corsisti delle scuole in merito alle condizioni in cui versa il Palazzo di Giustizia di Bari (in via Nazariantz), da circa una settimana impraticabile per il pericolo di cedimento strutturale.

Ringraziamo don Rocco D’Ambrosio per aver voluto condividere con la nostra redazione l’“appello” del magistrato Michele Parisi.

di Michele Parisi. Magistrato, Bari

(foto Google)

Carissimo don Rocco,

Sento il dovere di raccontarti quel che sta succedendo a Bari, nel luogo in cui sei nato e hai lavorato tanto per l’affermazione della Legalità anche per mezzo dei quell’arcipelago di iniziative e strutture che hai chiamato Scuole di formazione politica.

Da poco più di una settimana si è appreso che il palazzo di giustizia dove viene esercitata la giurisdizione penale è a rischio di crollo a causa della natura del suolo e della modestissima qualità del cemento utilizzato. Questo lo ha affermato una consulenza tecnica disposta dall’INAIL, proprietario del fabbricato.

Non vi sono segni dell’imminente cedimento della struttura ma secondo lo studio dell’ingegner Vitone qualora avvenisse sarebbe improvviso e senza preavviso.

Abbiamo lavorato fino ad ora entrando regolarmente noi magistrati, il personale di cancelleria, gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria che vi lavorano, nonché gli avvocati, i testimoni, i cittadini e il personale della polizia penitenziaria.

Su provvedimento coraggioso del Presidente del Tribunale è stato disposto il rinvio dei processi non urgenti (la stragrande maggioranza) per evitare l’aggravio il carico statico della struttura.

Da lunedì la giustizia penale sarà amministrata – secondo le notizie trapelate – in una tensostruttura (del tipo di quelle della Protezione Civile) collocata nel piazzale antistante il fabbricato di via Nazariantz. Se così sarà procederò a celebrare dopodomani l’udienza all’aperto conferendo tra l’altro perizie a psichiatri in quel contesto ambientale. Peraltro non so dove celebrerò l’udienza collegiale di giovedì per la quale è prevista la videoconferenza per un imputato detenuto fuori distretto.

Per il prosieguo il Ministero sta pensando a “spacchettare” gli uffici giudiziari collocandoli in edifici fra loro distanti.

I disservizi sarebbero tali e tanti da rendere non più esercitabile la giustizia penale.

Tanto ti rappresento perché attraverso la rete di scuole e di rapporti che tu hai pazientemente intessuto fra persone di buona volontà questa gravissima situazione possa essere conosciuta.

Come Anm e magistrati tutti abbiamo pensato a una manifestazione da svolgersi alle ore 13:30 di lunedì prossimo a partire dal palazzo di giustizia di via Nazariantz (quello pericolante); sarà presente il vicepresidente del CSM, onorevole Legnini.

Chiedo la tua e vostra solidarietà.

 

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