cura per l'infanziaPresentati i dati sullo stato di attuazione del Piano d’azione e coesione (Pac) e le proposte per il secondo riparto.

Dei 250 milioni di euro, previsti dal primo riparto del Programma nazionale dei servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti, circa 77 milioni di euro sono stati assegnati a 86 ambiti/distretti delle quattro regioni obiettivo convergenza: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

Sono i dati al 31 luglio illustrati oggi al Viminale dall’autorità di gestione prefetto Silvana Riccio in una riunione del Comitato di indirizzo strategico (CIS). L’organismo, di indirizzo e controllo dell’attuazione del Programma, è chiamato a compiere una riflessione strategica di orientamento sulle attività del Programma, anche in ordine al secondo riparto che ammonterà a circa 500 milioni di euro.

Nel corso della riunione sono state concordate modalità operative di collaborazione, anche con le quattro regioni interessate, per far sì che gli altri progetti presentati dagli ambiti possano essere velocemente approvati e finanziati e consentire l’erogazione dei servizi di nido e assistenza domiciliare agli anziani.

Tutti i componenti del CIS hanno condiviso la necessità di procedere, nel secondo riparto, a una semplificazione delle procedure e delle informazioni per attenuare e riequilibrare le differenze tra gli analoghi servizi erogati dalle altre regioni e conseguire così l’obiettivo prioritario del Programma. Si procederà, pertanto, a una ‘prototipazione’ degli interventi da progettare, per cercare modalità di sostegno della domanda, soprattutto per l’infanzia e in favore delle categorie particolarmente disagiate.

Alla riunione, presieduta dall’autorità di gestione, hanno preso parte, oltre ai rappresentanti delle quattro regioni interessate, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il ministero dell’Economia e delle Finanze, l’UVAL, il dipartimento delle Politiche della Famiglia, l’ANCI, Confindustria, Confcommercio, Confcooperative, le organizzazioni sindacali, il Forum del III Settore.

Fonte: Ministero degli Interni