Gli investimenti stranieri diretti sono un rischio o un’opportunità per l’UE? Una proposta normativa all’esame degli eurodeputati.

Gli investimenti provenienti dall’estero sono all’origine del 36% della ricchezza prodotta nell’UE e di 7,6 milioni di posti di lavoro. Nel 2016 l’Unione europea ha ricevuto 280 miliardi di euro in investimenti esteri. La Svizzera (55 miliardi di euro) e gli Stati Uniti (54 miliardi di euro) sono i più grandi investitori. Anche se questi investimenti hanno dato forse un po’ di respiro ai paesi vittime della crisi, le acquisizioni di infrastrutture strategiche da parte di compagnie straniere preoccupano i governi europei. Ci possono essere investimenti russi o cinesi, ad esempio, dietro gli acquisti di infrastrutture per l’energia e il trasporto.

Il monitoraggio degli investimenti stranieri diretti

Dodici stati europei, fra cui l’Italia, dispongono di meccanismi per esaminare i rischi legati agli investimenti stranieri diretti. Anche alcuni altri paesi, come gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina, la Russia e l’Australia monitorano gli investimenti stranieri diretti.

In seguito a una richiesta del Parlamento europeo e degli stati membri, il 13 settembre 2017 la Commissione europea ha presentato una proposta per un quadro normativo per il monitoraggio degli investimenti stranieri. L’ordine e la sicurezza pubblici sono le ragioni citate per questo monitoraggio.

La proposta contiene un quadro europeo per l’esame degli investimenti diretti da parte degli stati membri e un meccanismo di cooperazione fra la Commissione e gli stati per valutare l’impatto sulla sicurezza anche in paesi UE terzi e per aumentare la trasparenza delle acquisizioni.

Alcuni investimenti che riguardano programmi quali Horizon2020 e Galileo sarebbero soggetti a questo esame.

Il parere degli eurodeputati

“La nostra interdipendenza ci richiede di vedere il quadro complessivo. L’acquisizione di un’azienda può avere un impatto sulla sicurezza in un altro posto in Europa: dobbiamo come minimo scambiare informazioni” ha dichiarato il deputato francese del Partito popolare europeo Franck Proust, autore della relazione sulla proposta in un incontro con la Commissaria europea per il commercio Cecilia Malmström e con esperti e associazioni di imprenditori a gennaio 2018.

La proposta è stata accolta positivamente dagli eurodeputati presenti all’incontro. Alcuni hanno mostrato perplessità sui criteri e sulla definizione di cosa costituisca un rischio per la sicurezza.

Fonte: Parlamento europeo