“Secondo i dati diffusi dall’Istat per il 2011 il lavoro nero nell’agricoltura italiana è stimato al 24.5%.

“La Puglia è al 20% ( avendo rosicchiato circa 2 punti percentuale dal 2004); l’intero Mezzogiorno registra il 29%; il Veneto il 28% e la Lombardia al 21”.

A snocciolare questi numeri, inaccettabili nella loro crudezza, è l’assessore al lavoro della Regione, Leo Caroli, aprendo la conferenza stampa svolta questa mattina con il Presidente Vendola (ne riferiamo a parte), sull’approvazione, da parte della Giunta regionale, delle Linee guida per la valutazione di congruità in agricoltura.

“Se consola il dato in base al quale la Puglia vede le percentuali di tale sfruttamento diminuire, grazie anche alle misure messe in atto con la delibera n. 28/2006 sull’emersione del lavoro nero, si tratta comunque di numeri impressionanti, che ci spingono a lavorare ancora di più perché l’unico numero accettabile, in questa triste graduatoria, è lo zero.

“Con le Linee guida, il governo regionale ha cercato di concretizzare un concetto molto semplice: se non si può premiare chi fa il proprio dovere (perché tutti dovrebbero farlo), allora vediamo di ostacolare chi sicuramente non lo fa. Abbiamo dunque adottato come fondamento le tabelle con gli indici di congruità, nate dalla condivisione anche con le parti sociali, e che ci dicono, con chiarezza, quanti lavoratori occorrono, ad esempio, per raccogliere pomodori o angurie o qualsiasi altro articolo, in un ettaro di terreno. Se il rapporto appare sbilanciato, qualcosa non quadra e le aziende in questione vengono automaticamente stralciate dalle richieste di accesso ai contributi in agricoltura.

“Oggi come oggi, sappiamo che in Puglia lavorano nel settore 187mila persone. Il dato percentuale Istat denuncia che 87mila di queste lo fanno in nero. Le Linee Guida dimostrano che se le Aziende assumono i lavoratori, anche stagionali, seguendo le procedure corrette, per ognuno di loro c’è la possibilità di avere, attraverso i bandi regionali, circa 300 euro, per un ammontare di 800mila euro”.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Puglia – Lavoro, Sistema Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo, Imprese – Redazione Sistema Puglia