palumbo al liceoTorna la rassegna “Bari incontra l’Universo” al Liceo Scientifico-Classico “Leonardo-Platone” con l’incontro di sabato prossimo, 25 gennaio, alle ore 10.00, con Giorgio Palumbo, insigne studioso e astrofisico dell’Istituto INAF di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica, ordinario di Astrofisica all’Università di Bologna ove ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Astronomia. Membro dell’Astronomy Working Group, dello Space Station Science Committee e del Science Programme Committee dell’ESA. Mission Scientist del telescopio Gamma INTEGRAL dell’ESA. E’ Responsabile di Scienze dell’Universo dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana..

La sua presenza durante la Rassegna fornirà l’occasione al prof. Palumbo per iniziare in Italia le celebrazioni dei 450 anni dalla nascita di Galileo Galilei, avvenuta il 15 febbraio 1564, ricordando la figura, il pensiero la storia e le rivoluzionarie scoperte astronomiche dello scienziato pisano. Le sue prime osservazioni al cannocchiale, a partire dal 1609, hanno rivoluzionato la visione dell’universo affermando la verità delle teorie di Copernico. Il Sole è al centro dell’Universo e tutti i pianeti, Terra compresa, gli girano intorno.

BARI INCONTRA L’UNIVERSO è una rassegna di seminari scientifici, di astrofisica ed esplorazione spaziale in particolare, per il pubblico e gli studenti liceali (il Liceo di Cassano è stato tra i protagonisti della rassegna grazie agli incontri con l’astronauta Paolo Nespoli e con il direttore del Centro di Geodesia Spaziale di Matera, Giuseppe Bianco). La Rassegna è promossa dalla Società Astronomica Italiana Sezione Puglia in collaborazione con ESA – European Space Agency, con ASI – Agenzia Spaziale Italiana, con INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, con INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Sez. di Bari, con il Virtual Telescope Project e con Coelum Astronomia, rivista nazionale di divulgazione scientifica. La Rassegna è stata inaugurata lo scorso ottobre da Paolo Nespoli, astronauta italiano dell’ESA.

Palumbo, come detto, avrà l’occasione di ricordare Galileo Galilei a 450 anni dalla sua nascita. Riportiamo, di seguito, un estratto dal comunicato stampa della Società Astronomica Italiana – Sezione Puglia, in merito allo scienziato pisano.

«Galilei, combinando una lente convessa con una concava, e con somma perizia lavorando le lenti, riuscì a costruire un telescopio squisito e più potente degli altri. Presentato al Senato veneto il 25 agosto 1609, destò stupore ed enorme impressione.

L’idea di valersene per l’esplorazione del cielo è uno dei suoi maggiori titoli di gloria.

Negli ultimi mesi del 1609 osservò la costituzione della Via Lattea, la risoluzione di varie nebulose (Orione, Pleiadi), i monti e i mari della Luna.

Il 13 gennaio 1610 scoprì i primi quattro satelliti di Giove. Tali scoperte furono rese note col  Sidereus Nuncius dedicato al granduca di Toscana Cosimo II, suo allievo, in onore del quale i satelliti furono chiamati  Medicea Sidera. Non mancarono aperte negazioni e disapprovazioni ma anche la poderosa adesione di Keplero, che curò subito una nuova edizione del Nuncius  a Praga, cui fece seguire una propria dissertazione.

Nello stesso luglio del 1610 Galilei fece le sue prime osservazioni sulle macchie solari; scoprì, il 25 luglio, Saturno tricorporeo, dandone l’annuncio, tra gli altri, a Keplero sotto forma di anagramma del verso: “Altissimum Planetam tergeminum observavi”. La posizione dell’anello e l’ancora debole potenza del suo cannocchiale, non permisero a Galilei, malgrado le continue osservazioni, la scoperta del vero sistema di Saturno, riserbata in futuro a Huygens. La scoperta, infine, delle fasi di Venere, ottobre 1610, è del pari annunciata con altro anagramma di “Cynthiae figuras aemulatur mater amorum“, la madre degli amori (Venere) simula le fasi di Cynthia (la Luna).

Le macchie solari furono scoperte nel luglio 1610 da Galilei e per la prima volta pubblicamente appariva la sua adesione al sistema copernicano, nella critica al complicato sistema dei cicli ed epicicli.

È del successivo 1611 la visita memoranda di Galilei a Roma. Fu ricevuto dal papa Paolo V e nel giardino del Quirinale mostrò le sue scoperte ai dotti gesuiti del Collegio romano, i quali osservarono i pianeti medicei e grandemente onorarono Galilei in un solenne ricevimento. In Roma, 12 aprile, fu iscritto all’Accademia dei Lincei.

Le scoperte celesti, confermanti la verità del sistema copernicano, lo avevano fatto ardito nel manifestare il suo pensiero ma il Santo Uffizio presieduto dal cardinale Bellarmino, 25 febbraio 1616, pronunziò la censura contro il sistema copernicano, ingiungendo a Galilei di astenersi dall’insegnare e difendere o comunque trattare la dottrina copernicana, pena il carcere».

 

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