Le circostanze uniche dell’Irlanda, come la pace in Irlanda del Nord, devono essere prese in considerazione nei negoziati Brexit. Questa la posizione del Parlamento europeo.

Il confine fra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord (parte del Regno Unito) è una vera zona di frontiera: conta infatti all’incirca 275 punti di frontiera. Ce ne sono solo 137 in tutto il confine orientale dell’UE, dalla Finlandia alla Grecia.

Il voto del Regno Unito in favore dell’uscita dall’Unione europea significa che questi 500 km di confine potrebbero diventare una frontiera esterna dell’Unione europea. La questione è dunque centrale per i negoziati Brexit.

Brexit: si teme il ritorno di una frontiera fisica.

Ridurre le conseguenze sull’Irlanda

Dopo l’attivazione dell’Articolo 50 a marzo 2017 il Parlamento europeo ha mostrato preoccupazione sulle conseguenze che Brexit potrebbe avere in Irlanda, a nord come a sud. Gli eurodeputati hanno in particolare sottolineato l’importanza dell’accordo di Belfast. L’accordo di Belfast venne votato dai cittadini di tutta l’isola nel 1998 mettendo così fine a trent’anni di conflitti.

L’Irlanda è sicuramente il paese più colpito dalla decisione del Regno Unito di ritirarsi. Il Parlamento europeo chiede che si facciano tutti gli sforzi possibili affinché le due parti dell’isola non sentano troppo l’impatto di Brexit.

Nessun muro

Ad aprile 2017 gli eurodeputati hanno affermato che un rafforzamento del confine irlandese deve essere evitato. Questa posizione sarà con molte probabilità mantenuta nel voto sulla risoluzione, previsto per il 3 ottobre.

Dopo due decenni di pace in Irlanda le torri di guardia e i posti di controllo armati sono stati smantellati: ormai decine di migliaia di persone fanno i pendolari da un lato all’altro della frontiera. Irlanda e Regno Unito non sono membri di Schengen, ma c’è una speciale area di transito istituita fra i due paesi.

La popolazione locale vive la vita dei frontalieri. Così avviene ad esempio per le cure mediche: i pazienti irlandesi possono recarsi in Irlanda del Nord per la radioterapia e i bambini di Belfast vengono accolti a Dublino per sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Anche l’industria è interdipendente. Un terzo del latte prodotto in Irlanda del Nord viene trattato nella Repubblica d’Irlanda, mentre il 40% del pollame allevato nel sud è lavorato in Irlanda del Nord.

La famosa birra Guinness viene ancora oggi prodotta a Dublino ma è al di là del confine che viene imbottigliata prima di tornare in Irlanda per la distribuzione in tutto il mondo. L’isola ha un solo mercato dell’elettricità e dai tempi dell’accordo di Belfast c’è una sola istituzione per la promozione del turismo in tutta l’isola.

“Non permetteremo che l’Irlanda soffra”

“Questa frontiera ha creato solo caos, odio e violenza, ridurlo a una linea sulla mappa è stato un successo incredibile” ha dichiarato il coordinatore Brexit per il Parlamento europeo, Guy Verhofstadt rivolgendosi ai parlamentari irlandesi a Dublino il 21 settembre 2017. “Non permetteremo mai che l’Irlanda soffra per la decisione britannica di lasciare l’UE”, li ha rassicurati.
Tutte le persone nate in Irlanda del Nord hanno diritto alla cittadinanza irlandese e quindi a essere cittadini dell’Unione europea. La risoluzione al voto il 3 ottobre afferma che “nessun ostacolo o impedimento” dovrà proibire ai nordirlandesi di avere questo diritto alla cittadinanza europea. Questa la posizione del Parlamento europeo: date le circostanze uniche, una soluzione “unica” nel suo genere deve essere adottata per prevenire il rafforzamento della frontiera.

L’Unione europea ha ribadito che ci devono essere progressi in tre specifiche aree prima che si possa parlare del futuro della relazione UK-UE. Queste aree sono i diritti dei cittadini, il rispetto degli impegni finanziari e l’Irlanda. L’accordo per il ritiro deve ottenere il voto favorevole del Parlamento europeo per essere valido.

Fonte: Parlamento europeo