Il Comitato delle Regioni UE sostiene che bisogna decidere insieme sulla crescita. E’ la sollecitazione proveniente da Ramon Luis Valcarcel Siso, presidente del Comitato delle Regioni Ue, in occasione di una conferenza sugli investimenti nelle regioni e nelle città europee.

E nonostante i tagli al bilancio, le autorità locali e regionali sono ancora responsabili di due terzi della spesa pubblica dell’Ue e per questo devono essere ”presenti e tenuti in considerazione” al momento di decidere le nuove politiche Ue per la crescita.

Secondo Valcarcel Siso ”se non si tiene conto di dove vengono fatti gli investimenti, la strategia europea avrà un successo inferiore a quello desiderato e questa sembra essere ormai un’idea condivisa da tutte le istituzioni Ue”.

Sul problema che le banche tendono a non dare liquidità alle piccole e medie imprese, per il periodo 2013-2015, è intervenuto il presidente della Bei, presidente della Bei: ”insieme ad altri partner contiamo di fare da volano per investimenti fra i 180 e i 200 miliardi di euro complessivi.

Sosteniamo gli enti locali e dobbiamo farlo con i partner in loco” ha affermato Hoyer, spiegando anche che il ruolo della Bei ”come istituzione pubblica e’ quello di colmare le lacune del mercato”. Allo stesso tempo il presidente della Bei ha chiesto alle regioni di ”combinare iniziative e creare pacchetti” di progetti abbastanza grandi da poter essere co-finanziati dalla banca Ue. Hoyer ha sottolineato come la sfida futura per l’Ue sul mercato globale sia quella dell’innovazione.

E in un’Europa a due velocità fra Paesi del Nord e Paesi del Sud oggi ”per innovare e fare ricerca serve un partenariato pubblico-privato” ha aggiunto il presidente del Comitato delle Regioni Ue. Infatti il nodo da sciogliere è la richiesta di poter fare investimenti superando il tetto di spesa imposto dal patto di stabilità. ”Si registra un consenso di fondo – ha detto Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni – da parte della Commissione europea e della Banca europea d’investimenti sull’esclusione degli investimenti dai conteggi per il patto di stabilita’, su una base selettiva e temporanea”. Un’idea su cui frena invece il premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker, secondo cui ”i bilanci dello Stato devono indicare tutte le spese, che vanno trattate tutte allo stesso modo”, altrimenti il rischio e’ quello di ricadere nell’indebitamento eccessivo.

Fonte: Regioni.it – Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – Sistema Puglia, Economia, Sportello Europa – Redazione Sistema Puglia