di Vito Surico

la conferenza "Con la Memoria di un Impegno costante". Da sinistra: Maria Elena Quatraro, Giuliana Luiso, Vito Lionetti, Guglielmo Minervini e Alessandro Cobianchi (foto di Annarita Mastroserio)

la conferenza “Con la Memoria di un Impegno costante”. Da sinistra: Maria Elena Quatraro, Giuliana Luiso, Vito Lionetti, Guglielmo Minervini e Alessandro Cobianchi (foto di Annarita Mastroserio)

«Ci dobbiamo rassegnare?». Chiede il condannato al 41bis alla condannata al 416bis in uno dei pochi momenti di dialogo del doppio monologo “In Ginocchio – Storie di mafia”: spettacolo teatrale del duo “Ultimo Teatro – Produzioni Incivili” composto da Luca Privitera ed Elena Ferretti.

«Io non credo che dobbiamo stare zitti». È la risposta. E zitti non stanno nemmeno “i Malavoglia” che, in collaborazione con il presidio Libera “Gaetano Marchitelli” di Cassano delle Murge, hanno organizzato “CoolturalMente”, manifestazione dedicata alla memoria ed all’impegno che si è tenuta ieri sera, mercoledì 27 agosto, in piazza Moro.

Zitte non stanno le vittime innocenti di mafia che lungo via Miani, diventata “via Caduti di tutte le mafie”, gridano l’orrore della mafia e la necessità di impegnarsi affinché non ci siano più violenti e criminali che, con i loro soprusi, condizionano le nostre vite. Ed è da qui, dalla testimonianza di Placido Rizzotto, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, del giovane Gaetano Marchitelli e di tutti gli innocenti ammazzati dalla mafia, che passa l’“impegno”.

Ieri sera, l’impegno è stato anche la testimonianza delle istituzioni e del mondo dell’associazionismo: durante la conferenza “Con la Memoria di un Impegno costante” sono intervenuti il sindaco di Cassano delle Murge Vito Lionetti, l’assessore alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva della Regione Puglia Guglielmo Minervini e il referente regionale di Libera Alessandro Cobianchi.

Giuliana Luiso e Maria Elena Quatraro de “i Malavoglia” hanno coinvolto gli ospiti in un dibattito sulla legalità e l’importanza dell’impegno di ognuno di noi.

l'intervento del sindaco Vito Lionetti alla conferenza "Con la Memoria di un Impegno costante" (foto di Annarita Mastroserio)

l’intervento del sindaco Vito Lionetti alla conferenza “Con la Memoria di un Impegno costante” (foto di Annarita Mastroserio)

«La legalità è un aspetto fondamentale per la crescita di una comunità», ha esordito il sindaco Lionetti: «fare politica oggi è molto difficile. Io sono qui grazie alla mia passione per la politica, nata da giovanissimo. Il bello della politica è dedicare la propria vita e il proprio tempo agli altri, prima con passione, poi con competenza. Se la politica è carrierismo, facilmente si cade nell’illegalità». Ma l’impegno di uno non basta se tutta la comunità non è parte attiva nella costruzione della legalità: «la legalità non s’insegna, non si trasferisce. La legalità si dimostra». Ed è qui che si vede anche l’importanza del voto, della delega che, per il primo cittadino, «non deve essere in bianco. Il cittadino deve controllare l’operato di chi lo governa, è necessario che sia propositivo e attivo, che le regole partano dal basso».

Legalità è spesso intesa come un concetto astratto, ha chiarito l’assessore Minervini, ma può pensarsi come concreto se si parla di “regole”: «“legalità” significa darsi delle regole per vivere insieme. Viviamo in un Paese in cui a lungo si è pensato che violare le regole sia da “fighi che ce la fanno”, ma i furbi contribuiscono a peggiorare le nostra condizione di vita». Le regole, ha aggiunto Minervini, «servono soprattutto ai più deboli. Stupidi i deboli che credono che l’illegalità sia una risorsa!». Ma le regole sono giuste se sono condivise: «le regole più belle sono quelle che tutti insieme contribuiamo a scrivere. La comunità più viva è quella che partecipa alla costruzione delle regole, della legalità. In una comunità dove vi è un legame saldo tra le persone e tra persone è istituzioni, anche la criminalità organizzata ha difficoltà ad entrare».

La parola “legalità”, ha detto Alessandro Cobianchi, è spesso “abusata”, diventata quasi da “addetti ai lavori”: ma la legalità va “partecipata” quotidianamente.

l'intervento dell'assessore regionale Guglielmo Minervini alla conferenza "Con la Memoria di un Impegno costante" (foto di Annarita Mastroserio)

l’intervento dell’assessore regionale Guglielmo Minervini alla conferenza “Con la Memoria di un Impegno costante” (foto di Annarita Mastroserio)

Un esempio di impegno per la legalità, in Puglia, è “Equapulia”: progetto nato nell’area delle Politiche per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e l’innovazione, Servizio Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale della Regione Puglia. Guglielmo Minervini ha spiegato come il progetto punti a combattere il caporalato, una piaga sociale che ancora oggi rende la schiavitù uno dei problemi più vergognosi della Puglia: sono migliaia, infatti, i migranti sfruttati, soprattutto in Capitanata, per la raccolta di pomodori, con orari insostenibili e paghe da miseria.

Il caporalato è anche terreno fertile per la proliferazione della criminalità organizzata: «il futuro non si può prevedere», ha detto Minervini, «ma un futuro migliore possiamo costruirlo se superiamo la paura, soprattutto noi meridionali, che siamo pigri, inerziali. Con Equapulia non chiudiamo gli occhi di fronte ad un bubbone della Puglia: le attività criminali proliferano e fanno affari con il caporalato e la tratta di esseri umani. Lo schiavismo, il caporalato, sono una malattia della nostra Regione che dobbiamo riconoscere ed affrontare per guardare verso un futuro migliore».

Dopo la conferenza, tra gli stand di Amnesty International, Operazione Colomba, Comunità Fratello Sole, Legambiente Cassano delle Murge e del centro di accoglienza per rifugiati politici di Cassano, in piazza Moro si sono spente le luci per illuminare il palco e la compagnia “Ultimo Teatro”: Privitera e Ferretti hanno portato in scena lo spettacolo “In Ginocchio”, la ‘testimonianza’ cinica e spietata di due cattivi, di due mafiosi condannati lui al 41bis, lei al 416bis con l’intento dichiarato di «non parlare solo di mafia, ma denunciare l’atteggiamento mafioso degli italiano, da nord a sud».

E così CoolturalMente centra l’obiettivo: parla di “cooltura”, quella cultura che può essere “cool”, che ci parla di legalità e ci spinge a non rassegnarci, a dimostrarla, ad impegnarci tutti per un futuro migliore.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Tags: , , , , , , ,