stadioIl consiglio dei ministri approva il decreto legge che inasprisce e amplia la misura di prevenzione. Nel provvedimento, proposto da Alfano, anche interventi su immigrazione e asilo. Patto di stabilità allentato per i comuni siciliani più coinvolti con gli sbarchi.

Approvate dal Consiglio dei ministri, nella seduta di oggi pomeriggio, le nuove norme per combattere la violenza durante le manifestazioni sportive e garantire la sicurezza degli impianti. Il decreto legge, presentato dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, introduce anche nuove misure e fondi per l’accoglienza dei migranti in Italia e la gestione dei flussi migratori.

Le misure contro la violenza durante le manifestazioni sportive

Sul fronte anti-violenza il decreto prevede l’ampliamento e l’inasprimento dell’uso del Daspo (divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive) con l’obiettivo di «restituire il pallone agli italiani», ha spiegato in conferenza stampa a Palazzo Chigi Alfano, che in occasione del varo del decreto ha ricordato Ciro Esposito, il tifoso napoletano morto dopo il suo ferimento a  Roma, il 3 maggio scorso, prima della finale di Coppa Italia, e la madre, con il suo «insegnamento di pace e serenità» ai violenti.

Dieci i punti illustrati dal ministro: si va dall’estensione del divieto di accesso agli impianti a chi è condannato per delitti che possono turbare l’ordine pubblico negli stadi, come devastazione e saccheggio ma anche esposizione di striscioni che incitano alla violenza, a quello per i recidivi, portato a 8 anni. «Novità assoluta», ha sottolineato il ministro, «il daspo al gruppo, al branco», che sanziona tutti i partecipanti ad atti di violenza, come nel caso di assalti ai blindati, e il daspo per 3 anni ai ‘capi’ dei gruppi. Molto importante, ha continuato Alfano, anche il divieto di accesso fino a 3 anni a chi reitera violazioni dei regolamenti degli impianti e il potere «che il governo ha voluto attribuire al ministro dell’Interno» di vietare la trasferta in caso di gravi episodi violenti durante manifestazioni sportive. Un potere che si attuerà «caso per caso» con la chiusura di una curva o il no alla vendita di biglietti a determinate tifoserie.

Importante secondo il ministro anche l’aumento di pena  – fino a 9 anni – per il reato di frode sportiva, «per chi tarocca le partite», e l’arresto differito anche per chi istiga alla discriminazione razziale, reso possibile, ha sottolineato Alfano, dalla videosorveglianza negli stadi, obbligatoria anche per la Lega Pro. Infine, «per dare certezza e serenità alle tifoserie sane», la previsione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza – misura applicata ai mafiosi, ha ricordato – a chi ha collezionato più Daspo.

In tutto questo anche le società sportive hanno un ruolo: escludere dalle agevolazioni e dai rapporti commerciali chi è condannato per reati di contraffazione, e impegnarsi per adeguare gli impianti alle norme di sicurezza. In cambio, ha spiegato il ministro, il decreto semplifica le procedure imponendo ai comuni di rilasciare le abilitazioni per gli stadi entro 48 ore o aprire in alternativa una conferenza di servizi.

«Questa la scelta del governo» ha detto Alfano concludendo il capitolo violenza negli stadi, che va di pari passo con misure che agevolano la partecipazione dei tifosi adottate dalle varie associazioni «sotto l’egida dell’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive». «Una mano dura che si giustifica perché quello che è accaduto all’Olimpico non si ripeta più». «Lo Stato non accetterà più che violenti, non tifosi, ma facinorosi, possano ancora avvicinasi agli stadi».

Le misure su asilo e accoglienza dei migranti

Per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori verso l’Italia, le novità, ha spiegato il ministro, riguardano l’asilo, con il raddoppio delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale che operano nelle prefetture, e con lo snellimento delle procedure.

La «semplificazione del giudizio» sulla singola domanda, ha spiegato, «consentirà di censire i richiedenti, dare rifugio a chi ne ha diritto e rimpatriare chi si trova in condizione di clandestinità». Si tratta di «un punto di equilibrio nella scelta tra accoglienza e sicurezza», al quale si affiancano i fondi in più previsti dal decreto legge per lo Sprar (Sistema di accoglienza per i richiedenti asilo e rifugiati).

Previste, infine, ha annunciato Alfano, misure compensative per 13 comuni siciliani che hanno sostenuto la maggiorparte del peso degli sbarchi: per loro il patto di stabilità per il 2014 sarà allentato.

Fonte: Ministero degli Interni