di Quirico ArganeseStudio Arganese&Partners

(foto Google)

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Premessa – “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili” è stato rubricato così il D.L. pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale (GU Serie Generale n. 249 del 24.10.2016) avente ad oggetto misure urgenti in materia di riscossione e non solo; in particolare pare opportuno porre l’attenzione sulle disposizioni normative relative a:

  • Misure urgenti in materia di riscossione;
  • Per il recupero dell’evasione;
  • Per il rientro dei capitali (Voluntary disclosure).

Abolizione Equitalia e rottamazione delle cartelle – Equitalia verrà sciolta e a partire dal primo luglio 2017 sarà sostituita da un ente pubblico economico, denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Venendo alla rottamazione delle cartelle esattoriali, tutti i carichi iscritti a ruolo (Irpef, Irap, contributi previdenziali) affidati a tutti gli agenti della riscossione ad Equitalia dal 2000 al 2015 possono essere estinti pagando solo l’imposta e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo; il condono quindi riguarderà le sanzioni, gli interessi di mora, cosa diversa dagli interessi per ritardata iscrizione a ruolo.

Sulla cartelle per violazione del codice della strada si pagherà per intero la sanzione, cioè la multa, escludendo comunque gli interessi comprese le maggiorazioni previste per i tardati pagamenti dalla legge di depenalizzazione del 1981 (articolo 6, comma 11).

Le disposizioni normative prevedono che i debitori possano estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse nei carichi iscritti a ruolo, gli interessi di mora, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’art. 27, comma 1 D.Lgs 46/99 ( sanzioni e somme aggiuntive ai crediti previdenziali), provvedendo al pagamento integrale (…) delle:

  • Somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interesse; su questo punto quindi pare che il contribuente debba versare oltre ali interessi legali in funzione della data in cui effettuerà il pagamento anche quelli relativi alla ritardata iscrizione a ruolo;si attendono comunque successivi chiarimenti; 
  • Di quelle maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio e di spese di rimborso per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

È prevista la possibilità di ricorre ad una dilazione massima di 4 rate, in questo caso sono dovuti gli interessi nella misura di cui all’art.21, comma 1, del D.P.R 602/73, ossia pari al 4,5% annuo.

Anche i soggetti che hanno già in essere un piano di rateazione ai sensi dell’art.19 del D.P.R. 602/73 potranno accedere ad uno sgravio di sanzioni e interessi di mora sulle rate ancora dovute, ma non otterranno sconti su quanto già pagato; inoltre è previsto che devono risultare rispettati i versamenti con scadenza dal 1 ottobre al 31 dicembre 2016.

Per il recupero dell’evasione – Attraverso la modifica dell’art. 78/2010 istitutivo del c.d Spesometro, il Legislatore ha voluto intervenire

  • Sull’art. 21, DL 78/2010, modificandolo e convertendo la scadenza annuale dello spesometro in trimestrale.
  • Introducendo l’art. 21 bis, il quale introduce l’obbligo di comunicazione trimestrale dei dati relativi alle liquidazioni IVA.

Ora vediamo cosa ci aspetta dal 2017.

Lo spesometro ex DL 78/2010 diventa trimestrale – con riferimento alla comunicazione dei dati relativi alle fatture emesse e ricevute, i contribuenti saranno obbligati a comunicare all’Amministrazione Finanziaria i dati medesimi entro il 2° mese successivo al trimestre di competenza. La modifica introdotta consiste nel fatto che se ora entro il mese di aprile e con cadenza annuale vengono comunicati i dati relativi alle fatture emesse e ricevute relativamente all’anno d’imposta precedente, ora la scadenza diviene trimestrale.

Anche la liquidazione IVA viaggerà in telematico – con l’introduzione dell’art. 21bis, DL 78/2010, i contribuenti titolari di P. IVA trasmetteranno con le stesse scadenze previste per lo spesometro trimestrale di cui alle righe precedenti (2° mese successivo al trimestre di competenza), i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto.

La comunicazione delle liquidazioni IVA dovrà essere presentata:

  • Anche in presenza di liquidazioni a credito (e qua potrebbe porsi il problema dei soggetti che avendo i requisiti per presentare il Mod. TR al fine di beneficiare delle risultanze a credito delle liquidazioni si ridurranno a duplicare i dati da comunicare)
  • Sempre con cadenza trimestrale, indipendentemente dalla periodicità mensile del contribuente ai fini del versamento dell’IVA, non rileverà quindi la periodicità di espletamento della liquidazione e del versamento dell’IVA.

Soggetti esonerati – sono esonerati automaticamente dall’obbligo di presentazione delle risultanze delle liquidazioni IVA coloro che sono anche esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA (ad esempio medici e dentisti), sempre che nel corso dell’anno d’imposta non vengano meno dette condizioni.

I casi particolari – nel caso di contribuenti che svolgono più attività eventualmente soggette anche a periodicità diverse di versamento ’imposta, il decreto prevede che le comunicazione debbano sempre essere trimestrali.

Il nuovo art. 21ter, DL 78/2010: con il nuovo articolo 21-ter, ai soggetti in attività nel 2017, relativamente agli obblighi connessi allo spesometro trimestrale e alla comunicazione trimestrale dei dati contabili delle liquidazioni periodiche, si concede una tantum un credito d’imposta pari ad euro 100 ai fini dell’adeguamento delle strutture tecnologiche per adempiere a tali nuovi obblighi.

Il credito spetta ai contribuenti che nell’anno precedente all’atto di adeguamento tecnologico hanno realizzato un volume d’affari non superiore ad euro 50.000.

Attraverso la modifica del DLgs 471/97 contribuenti distratti rischieranno una sanzione, ai sensi dell’art. 11,

  • da 25 a 25.000 euro per ogni fattura comunicata errata o non comunicata.
  • da 5.000 a 50.000 euro per la comunicazione incompleta o infedele dei dati delle liquidazioni IVA

Voluntary disclosure – Il Decreto Fiscale contiene quanto era già nell’aria ovvero la riapertura della Voluntary Disclosure (ovvero Collaborazione Volontaria) che ha consentito nella sua versione del 2015 l’incasso da parte dell’Erario di oltre 4 miliardi di euro ed ai contribuenti la regolarizzazione delle proprie posizioni di detenzione di attività e valori finanziari in Italia e all’Estero sottratti alla tassazione ordinaria.

I Contribuenti potranno accedere alla sanatoria fino al 31.07.2017 prevedendo le eventuali integrazioni entro il successivo 30.09.2017. Nel Decreto non ha trovato spazio e consenso quella che rappresentava la novità più eclatante in materia di Voluntary, contenuta nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri del 15.10.2016, ovvero l’ammissibilità alla procedura di regolarizzazione per le somme detenute in contanti o in cassette di sicurezza sia in Italia che all’Estero, con l’applicazione di una sanzione in misura forfettaria del 15% o 35%. Rinunciando quindi all’emersione con imposta forfettaria, in sede di approvazione del Decreto Fiscale si è ritornati alla previsione di emersione dei valori in contanti, dei titoli e dei valori al portatore, con l’applicazione delle aliquote ordinarie Irpef in relazione al reddito complessivo, senza semplificazione e sconti, così come prevista dalla precedente Legge 186/2014.

 

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