di Quirico ArganeseStudio Arganese & Partners

(foto Google)

Resto al Sud, ZES e iper ammortamento: sono queste le principali misure contenute nel decreto Sud. Ossia, norme di incentivazione per i giovani del Mezzogiorno, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, l’istituzione delle ZES, zone economiche speciali e la proroga al 30 settembre 2018 del termine di consegna dei beni in iperammortamento.

Come è cambiato il provvedimento

A seguito delle modifiche ed integrazioni apportate nel corso dell’esame al Senato il perimetro del provvedimento risulta notevolmente dilatato (agli originari 17 articoli ne sono stati aggiunti altri 34). Alcune delle modificazioni intervenute nel corso dell’iter vanno oltre l’ambito originario di intervento del decreto legge, in quanto sono relative a discipline di carattere generale e nazionale (come l’art. 9-bis, recante l’attuazione della direttiva UE n. 2015/720 sulla riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, oppure l’articolo 13-ter, relativo al trattamento pensionistico dei lavoratori occupati in imprese che impiegano amianto), oppure relative a pregresse e perduranti situazioni emergenziali (come l’art. 2-bis, recante interventi per fronteggiare i danni causati dal coleottero Xylosandrus compactus, dal batterio della Xylella Fastidiosa e quelli derivanti dalla diffusione della Botrytis Cinerea, nonché gli art. 11-bis ed 11-ter, recanti misure volte a garantire lo svolgimento dell’anno scolastico nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017 e la messa in sicurezza di edifici scolastici), oppure concernenti nuove emergenze insorte od aggravatesi nel corso dell’iter di conversione del decreto (come il comma 17-bis dell’art. 3, in materia di sostegno alle imprese agricole che hanno subito danni anche a causa della siccità delle stagioni primaverile ed estiva del 2017, o l’art. 9-sexies, recante norme di contrasto del fenomeno degli incendi boschivi).

Nuovi strumenti incentivanti

Il provvedimento prevede l’istituzione di strumenti incentivanti per i giovani del Mezzogiorno, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Con la misura denominata “Resto al Sud“, ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno costituito o intendono costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa in una di tali Regioni, nei comparti dell’agricoltura, dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura, o anche nei servizi (ad esempio turismo), viene riconosciuto un finanziamento – che consiste per il 35% in erogazioni a fondo perduto e per il 65% è un prestito a tasso zero da rimborsare, complessivamente, in 8 anni di cui i primi 2 di preammortamento – fino a 50.000 euro a testa, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante, con esclusione delle spese per la progettazione e quelle per il personale. Per le società con più soci, la misura può arrivare fino ad un massimo di 200 mila euro. Sono escluse dal finanziamento le attività libero-professionali e del commercio ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.

Banche

Viene poi prevista l’istituzione della banca delle terre abbandonate o incolte e immobili abbandonati, da dare in concessione, per 9 anni rinnovabili una volta, a soggetti con un’età compresa tra i 18 e i 40 anni che presentino un progetto per la valorizzazione del bene.

ZES

Il provvedimento definisce inoltre le procedure e le condizioni per l’istituzione in alcune aree del Paese, comprendenti almeno un’area portuale, di zone economiche speciali caratterizzate dall’attribuzione di benefici fiscali e le altre agevolazioni che saranno riconosciute alle imprese già esistenti e alle nuove che si insediano e che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti in tali aree. In particolare, le imprese che effettuano investimenti all’interno delle ZES possono utilizzare il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. Inoltre l’agevolazione per tali zone è estesa fino al 31 dicembre 2020. Le agevolazioni sono revocate se le imprese non mantengono la loro attività nella ZES per almeno 7 anni dopo il completamento dell’investimento.

Iper-ammortamento

Il Decreto Sud proroga fino al 30 settembre 2018 il termine entro cui devono essere effettuati gli investimenti in nuovi beni materiali ad alto contenuto tecnologico che per poter beneficiare dell’iper-ammortamento.

Resta immutato il termine del 31 dicembre 2017 per il rispetto delle condizioni costituite dall’accettazione del relativo ordine da parte del venditore e dell’esecuzione del pagamento di acconti, in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Interventi di integrazione salariale straordinaria

Introdotta inoltre una modifica dei limiti di durata degli interventi di integrazione salariale straordinaria relativi alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa.

Le norme vigenti, oggetto della novella, consentono che, entro un limite di spesa pari a 216 milioni di euro per il 2016 e a 117 milioni per il 2017, sia concesso, previo accordo stipulato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con la presenza del Ministero dello sviluppo economico e della regione interessata, un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, fino al limite di 12 mesi, alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa riconosciuta, in deroga ai limiti di durata generali stabiliti per la suddetta tipologia di intervento.

La modifica approvata prevede che il limite di 12 mesi si applichi distintamente per ciascun anno di riferimento.

 

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