Il 1° maggio, festa dei lavoratori, sia l’occasione per riflettere seriamente sullo stato dell’occupazione in Italia. Ormai la disoccupazione ha raggiunto livelli insopportabili (38,4% tra i giovani, l’ultimo dato Istat): solo una vera politica di rilancio potrà invertire la rotta. Ma le politiche non si inventano. Si costruiscono con il consenso di molti, in Europa e in Italia.

Il discorso alle Camere per la fiducia al Governo, del presidente del Consiglio Enrico Letta merita attenzione. Dopo i buoni propositi attendiamo ora con fiducia i provvedimenti conseguenti. Ci sono le basi per far bene.

I Comuni faranno la loro parte per sostenere il Paese. Ma sia chiaro che il centro non può dimenticare le periferie, le municipalità. E’ ai sindaci che si rivolgono sempre più spesso i disperati senza un impiego. Non sempre i primi cittadini possono dare risposte concrete immediate. I posti di lavoro non sono nel cassetto della scrivania del sindaco, ma sorgono soprattutto da norme e leggi che non “ingessino” la libera imprenditoria, l’impegno di chi ha voglia di mettersi in gioco, gli enti locali. Anche sul lavoro, dunque, va giocata una partita comune, fatta di grandissimo spirito solidale. Il gioco di squadra non può tenere fuori nessuno. Tocca al Governo, alle istituzioni, ai sindacati stringere un patto per il rilancio dell’occupazione.

In questa giornata penso alle tante sfaccettature del mondo del lavoro: penso ai precari; alle donne (l’occupazione femminile è il dramma nel dramma); alla conciliazione vita-lavoro specie per le mamme; alla sicurezza sui posti di lavoro; agli esodati; ai licenziati.

Credo che da parte di chi ricopra un ruolo pubblico debba esserci la consapevolezza che lo scenario che abbiamo di fronte, e che dobbiamo affrontare, assume molteplici forme. Ognuno si carichi di responsabilità in base alle proprie competenze.

Maria Pia Di MedioSindaco del Comune di Cassano delle Murge

 

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