di Antonio Paciolla

studio per un impianto di trattamento dei rifiuti (foto Geopolis Energie – arch. Marianna Pace)

In Puglia, nell’ultimo trimestre del 2017, stiamo vedendo finalmente un grosso salto di qualità sui numeri della raccolta differenziata. 15 punti percentuali in più, in soli tre mesi, non è cosa da poco.

Molti i Comuni che in quest’ultimo anno si sono dotati di idonei progetti di raccolta differenziata, e molti altri che hanno portato a perfezione quelli esistenti, e i risultati sono oggettivi.

Cosa manca a questo quadro positivo? Mancano gli impianti di smaltimento, recupero e conversione.

Molteplici gli effetti che si avrebbero sul territorio con una adeguata dotazione impiantistica. Il primo effetto positivo sarebbe sulla sostenibilità ambientale, grazie ad impianti di ultima generazione, che permetterebbero una chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti. Un secondo effetto sarebbe di tipo economico, riconducibile a due aspetti: uno direttamente sulle tasche dei cittadini, grazie alla possibile riduzione della tassazione, riconducibile a costi minori di smaltimento e recupero, ed uno di tipo occupazionale, perché la realizzazione di nuovi impianti necessita di nuovi operatori.

Da non trascurare anche l’effetto positivo sulla riqualificazione di aree industriali, attualmente in forte crisi.

In risposta ad una interpellanza in Consiglio Comunale, anche il nostro assessore all’ambiente ha richiesto a gran voce la necessità che la Regione si doti di impianti adeguati, che grazie ad idonee economie di scala e di concorrenza, possano permettere la riduzione dei costi di smaltimento, e quindi della tassazione.

Una necessità, quindi, sentita a tutti i livelli.

E in questo senso, la Regione si sta muovendo. Ad oggi sono 16 i milioni di euro stanziati, rivenienti dalle risorse previste dal Patto per la Puglia, per il finanziamento di 7 impianti sul territorio pugliese e, nello specifico, uno per il trattamento FORSU (frazione organica), uno per il trattamento del percolato, uno per il trattamento e il recupero dei rifiuti prodotti dallo spazzamento stradale e, in particolare, 3 impianti per il trattamento e il recupero delle frazioni riciclabili e 1 impianto di trattamento meccanico biologico per recuperare CSS.

In parallelo, poi, la Regione sta predisponendo gli atti necessari per l’adozione delle manifestazioni di interesse finalizzate alla localizzazione di questi impianti.

Manifestazioni di interesse che devono arrivare dai Comuni pugliesi.

E qui la domanda: Cassano è pronta a questo? Potrebbe Cassano essere deputato ad accogliere almeno uno di questi impianti?

Abbiamo una zona industriale da riqualificare.

Abbiamo bisogno di creare occupazione.

Abbiamo bisogno di cominciare a vedere i frutti economici della raccolta differenziata.

Allora la risposta potrebbe essere: SI!

Per far questo, oltre che presentare la manifestazione di interesse alla Regione, il Comune in parallelo potrebbe cominciare ad interloquire con i cittadini.

Perché? Perché un impianto di trattamento rifiuti non è una cosa banale, ha di sicuro pro e contro, bisogna spiegare cosa si vuole fare e come, se ci sono rischi per la salute, e come si fa ad evitare che questi impattino sulla cittadinanza.

Si tratta di intraprendere un percorso, un percorso virtuoso, di collaborazione e crescita comune, perché le scelte imposte dall’alto non fanno più parte dei nostri tempi. Abbiamo voglia di progresso, ma abbiamo bisogno di sapere cosa questo progresso porta, e quali garanzie il progresso ci darà.

Solo così potremo sperare che le cose vengano fatte, fatte bene, per il bene di tutti; in due sole parole: BENE COMUNE.

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