La lotta al cambiamento climatico è una priorità europea. Ecco come i parlamentari europei intendono aumentare l’efficacia energetica e l’uso delle fonti rinnovabili.

La Commissione ha presentato nel 2016 una serie di proposte per l’energia pulita volte a lottare contro il cambiamento climatico, ridurre la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili importati e aiutare le famiglie a produrre la propria energia.

Il pacchetto legislativo si compone di tre proposte, riguardanti rispettivamente le rinnovabili, l’efficienza energetica e un meccanismo di controllo. A gennaio 2018 il Parlamento ha adottato la propria posizione nei confronti del pacchetto sull’energia pulita e gli eurodeputati hanno aperto i negoziati con il Consiglio per perfezionare le regole.

Energie rinnovabili: vantaggi per le famiglie e per il pianeta

La quota di energia proveniente da fonti rinnovabili è quasi raddoppiata negli ultimi anni, da circa 8.5% nel 2004 a 17% nel 2016. Questo significa che l’Unione europea è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo che si è fissata: entro il 2020 la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili deve arrivare almeno al 20%.

I paesi UE hanno già trovato un accordo per spostare l’obiettivo delle quota di energie rinnovabili al 27% entro 2030. Per gli eurodeputati questo obiettivo non è abbastanza ambizioso: dovrebbe arrivare almeno al 35%. Sono anche a favore dell’ampliamento dei diritti dei cittadini a produrre, stoccare e consumare l’energia autoprodotta da fonti rinnovabili, senza costi aggiuntivi o tasse.

Efficacia energetica: ridurre l’inquinamento e le bollette

Una maggiore efficacia energetica serve non solo a ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera ma anche a diminuire i costi dell’importazione di energie nell’UE, che ammonta ogni anno a 350 miliardi di euro. Ecco perché gli eurodeputati vogliono che sia stabilito un obiettivo vincolante della riduzione del consumo di energia nell’UE del 35% entro il 2030.

Il 40% dell’energia consumata nell’UE è usata per il riscaldamento o il raffreddamento degli edifici. Ad oggi il 75% degli edifici sono inefficienti dal punto di vista energetico e quindi rappresentano un’importante area da riformare e migliorare.

Per questo ad aprile 2018 il Parlamento ha adottato le nuove regole sull’efficienza energetica degli edifici. Queste nuove norme prevedono la preparazione da parte degli stati membri di strategie nazionali a lungo termine per sostenere la ristrutturazione di edifici residenziali e non residenziali. L’obiettivo è ambizioso ma raggiungibile: nel 2050 gli edifici nell’UE non dovrebbero consumare quasi nulla in termini di energia.

Il Parlamento europeo nel 2017 ha anche chiesto la semplificazione delle etichette per gli elettrodomestici, in modo che sia più semplice per i consumatori confrontare l’efficacia energetica dei prodotti che intendono comprare.

Meccanismo di controllo: monitorare i progressi e aumentare la cooperazione

Per seguire i progressi nel raggiungimento degli obiettivi del 2030 e promuovere la cooperazione in caso uno stato membro sia in ritardo nell’adempimento degli obblighi, il Parlamento europeo sta negoziando con il Consiglio lo strumento chiamato “Governance dell’Unione dell’energia”.

Fonte: Parlamento europeo