• Aumentare bilancio complessivo del programma Erasmus+ dopo il 2020
  • canalizzare risorse supplementari provenienti da altri fondi UE
  • maggiore attenzione all’apprendimento permanente, alla mobilità degli apprendisti e all’istruzione informale

Un aumento sostanziale dei finanziamenti per il prossimo bilancio del programma Erasmus+ consentirebbe di sfruttare pienamente il suo potenziale.

Anche i fondi regionali o sociali dovrebbero poter essere utilizzati per aumentare le sovvenzioni, propongono i deputati in una risoluzione, approvata per alzata di mano.

Il programma Erasmus+ dovrà essere ampliato in modo significativo dopo il 2020 per raggiungere gruppi sempre più diversificati di persone. A tal fine, il bilancio dovrà essere aumentato e bisognerà utilizzare i fondi in modo più strategico.

Nel corso del dibattito, i deputati hanno sottolineato il rischio che un gran numero di progetti di alta qualità possa essere respinto a causa della mancanza di risorse nell’ambito del programma Erasmus. Si oppongono o inoltre a qualsiasi tentativo di utilizzare i fondi del programma Erasmus+ per altre nuove iniziative, come il Corpo europeo di solidarietà.

Nella risoluzione si raccomanda inoltre che:

  • gli Stati membri compiano maggiori sforzi per garantire un facile riconoscimento dei crediti ottenuti durante la mobilità Erasmus tramite il Sistema europeo di trasferimento e accumulo dei crediti (ECTS)
  • il programma Erasmus+ si concentri maggiormente sull’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, anche nell’istruzione formale e informale
  • l’istruzione e formazione professionale (IFP) sia modernizzata, accessibile e adeguata all’era digitale e che siano migliorati mobilità per gli studenti e apprendistato.

Il Parlamento sarebbe inoltre favorevole a un accordo post-Brexit per consentire la mobilità permanente di studenti e insegnanti tra l’UE e il Regno Unito.

Citazione

“Dovremmo fare in modo che nel medio termine tutti i giovani di età inferiore ai 27 anni abbiano almeno un’opportunità di partecipare a questo programma”, ha dichiarato Petra Kammerevert (S&D, DE), presidente della commissione cultura.

Fonte: Parlamento europeo