(foto d’archivio)

Il Gruppo Consiliare SìAMO Cassano interviene sulla vicenda dell’avviso esplorativo emanato dal Comune in merito alla questione dell’immobile ex “Casa Bianca”, con una nota pubblicata questa mattina sulla pagina Facebook del Gruppo.

I consiglieri Catucci e Zullo interrogano la sindaca Di Medio sul senso di quell’avviso: «il bando pubblicato dal nostro Comune alla ricerca di manifestazioni di interesse all’acquisto o alla locazione dell’immobile che ospitava la Casa Bianca – affermano – sembra l’annuncio di un’agenzia immobiliare in questi tempi appetito da chi nel comprare intende fare l’affare.

Un annuncio così freddo e commerciale che si potrebbe comprendere se il Comune versasse in una situazione economico-finanziaria di dissesto», continua la nota, ma «a noi risulta che il bilancio è in equilibrio».

E se è vero che «portare a frutto l’immobile è dovere di chi governa il Comune» (argomento su cui SìAMO Cassano afferma di voler «al pari di tanti, fornire ogni contributo di idee»), «non è accettabile che il Comune non determini a priori nel bando quale destinazione d’uso di utilità collettiva debba essere preservata da chi intende locare o acquistare».

«Questo – spiegano Catucci e Zullo – sia perché abbiamo necessità di contenitori da utilizzare per attività sociali, culturali e ricreative e sia perché il patrimonio del Comune è portatore di storia e valori che non sono assoggettabili al commercio puro».

Sulla base di quanto affermato, dunque, SìAMO Cassano fa la sua proposta: «da una parte è possibile avviare un confronto con l’ASL BARI per destinare la struttura ad attività libero-professionali intramurarie che la farebbe rivivere come clinica con tutto il favore dell’indotto che si svilupperebbe per la vitalità di Cassano e dall’altra parte per la possibilità di inserirla in bandi per l’utilizzo di fondi comunitari che renderebbero l’immobile di utilità sociale mantenendone la proprietà comunale».

SìAMO Cassano, pertanto, chiede «la sospensione del bando con un conseguente esame dello stato di salute del nostro bilancio atto a comprendere se il Comune senza la vendita fallisce e a seguire un confronto con le forze politiche presenti dentro e fuori dal Consiglio Comunale e con le forze culturali e sociali del nostro paese per assumere una decisione quanto più condivisa sul destino dell’immobile in questione».

 

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