Un confronto sulla complessiva architettura dell’accoglienza e del governo del fenomeno migratorio di Italia e Grecia è stata al centro dell’incontro al Viminale tra il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione e il ministro per le politiche dell’Immigrazione della Grecia, Ioannis Mouzalas.

Presenti al tavolo d’incontro, tra gli altri, il direttore della direzione centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo del ministero dell’Interno, Rosetta Scotto Lavina, il segretario generale per le Politiche Migratorie del ministero greco, Ilias Miltiadis Klapas, il primo segretario dell’ambasciata di Grecia a Roma, Alexis Katsareas e, per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), Gianluca Rocco e Daniel Esdras, ripettivamente coordinatore regionale e capo della missione Oim in Grecia.

Sulle iniziative ideate per rafforzare il processo di integrazione, il sottosegretario Manzione ha richiamato l’importanza del Piano nazionale per l’Integrazione, che verrà tra l’altro presentato, per la sua approvazione, il prossimo 17 luglio al Tavolo Nazionale di coordinamento dei flussi migratori, da considerare «uno strumento utile, con l’avvertenza di non considerarlo risolutivo di tutti gli aspetti dei temi dell’accoglienza e dell’integrazione, tenendo presente la sfida dovuta all’entità numerica del fenomeno e al tipo di migrazione, per lo più giovanile, a cui si assiste in Italia».

Il prefetto Scotto Lavina ha illustrato le molteplici iniziative messe in campo dal Governo per superare l’approccio «emergenziale» al tema in questione. «Operando di concerto le istituzioni centrali e locali», ad esempio, si è arrivati alla predisposizione di un «piano operativo di riparto dei richiedenti asilo» elaborato dal ministero dell’Interno d’intesa con l’associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), per distribuire su tutto il territorio nazionale l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, per poi favorirne l’integrazione, «l’altra faccia dell’accoglienza» ha sottolineato il prefetto, con iniziative collaterali come quella delle attività di volontariato dei migranti o finalizzate all’insegnamento della lingua italiana e «cogliere dunque utilmente», anche per le comunità ospitanti, la permanenze di queste persone nei centri di accoglienza. «Attenzione – ha ricordato il prefetto –  è inoltre dedicata alle situazioni di particolari vulnerabilità, come quella dei minori non accompagnati, solo nel 2016 arrivati in 26mila, per i quali si sente l’esigenza di percorsi ad hoc».

L’incontro di questa mattina alla Sala Roma è stata l’occasione per delineare il quadro della governance dei flussi migratori attuato dall’Italia e fornire, in un confronto con i colleghi greci, un aggiornamento sulle iniziative, anche normative adottate dall’Italia. Nel 2017, infatti, sono state approvate leggi di particolare rilievo per migliorare e rendere più efficente il sistema, dall’accoglienza al riconoscimento della protezione internazionale: «Abbiamo operato in sintonia con le istituzioni centrali e quelle locali – ha sottolineato Manzione – per rafforzarne la cooperazione, sancita anche a livello costituzionale».

Fonte: Ministero dell’Interno (servizio di Giancarlo Messina)