A Corato la quarta giornata del Festival della ruralità. Domani chiusura ad Altamura.

Le imprese agricole devono cambiare volto se vogliono affrontate la crisi economica. Le parole d’ordine sono “diversificazione” e “innovazione”. Le hanno rispettate alla lettera nell’azienda Del Duca di Gianpaolo Cassese a Crispiano dove, ad esempio, gli scarti vengono utilizzati per la produzione di energia. Alle buone pratiche nelle aziende agricole è stata dedicata la quarta giornata del Festival della Ruralità, evento organizzato dal Parco nazionale dell’Alta Murgia in collaborazione con Legambiente Onlus. La tappa odierna nella masseria Torre di Nebbia a Corato (Ba).

Senza la sperimentazione della multifunzionalità non si va avanti. Diversificare è un obbligo“, ha detto nel corso del dibattito (“L’azienda agricola del XXI secolo”, il titolo dell’incontro moderato da Sebastiano Venneri di Vivitalia) Franco Ferroni del Wwf, che ha illustrato le esperienze di aziende multidisciplinari del Parco dei Monti Sibillini. Anche il Parco dell’Alta Murgia non vuol farsi trovare impreparato di fronte alle sfide della modernità. Il Piano territoriale del Parco (in fase di adozione alla Regione Puglia) guarda proprio alla capacità delle imprese agricole di sapersi differenziare nella produzione.

Il XXI secolo delle imprese non è solo fatto di nuovi modelli produttivi ma anche di professionisti della terra preparati. Una necessità che nasce dall’urgenza di affrontare il crollo generazionale di chi lavora in campagna. “L’età media di chi opera è alta”, ha detto Andrea Ferrante di Ifoam (organismo internazionale che raccoglie le associazioni degli agricoltori che operano nel biologico). “Il futuro è nel biologico. Non basta la multifunzionalità”, ha affermato invece Michele Monetta (Federbio).

Dal Festival della ruralità dunque, un’analisi schietta sul momento economico e sull’agricoltura che verrà. Beppe Croce di Legambiente, ad esempio, ha presentato il “Manifesto sulla nuova agricoltura”, un modello fatto di criteri che garantiscano il benessere dei cittadini attraverso molteplici servizi, difesa del paesaggio, biologico, tutela delle risorse naturali. Elementi che secondo Legambiente vanno difesi e che invece scontano ritardi nelle tutele.

Non sono mancati allora appelli alle istituzioni. Uno di questi va nella direzione di chi amministra la burocrazia: il presidente di Confagricoltura Puglia Umberto Bucci si è rivolto alla regione Puglia affinchè “non si vincolino quelle aziende che hanno necessità di installare impianti da un mega, lasciando poi la possibilità di far proliferare parchi eolici e fotovoltaici”.

Domani, domenica 12 maggio, la chiusura nell’azienda Madonna dell’Assunta ad Altamura (Ba). Dal mattino come sempre le prime escursioni a piedi e in mountain bike, quindi l’esposizione delle razze autoctone inserite nel Psr regionale (pecora altamurana, pecora leccese, Asino di Martina Franca….). Sempre in mattinata il mercatino delle sementi, prima della tavola rotonda sul tema “Salvare gli allevamenti – diversità domestica e biodiversità: un’occasione di sviluppo” a cura del Consorzio Murgia Viva.

Dopo il saluto del sindaco di Altamura Mario Stacca, il dibattito vedrà la partecipazione tra gli altri, di Rita Rizzi dell’università di Milano, Beppe Croce di Legambiente. Il coordinamento degli interventi sarà a cura di Chiara Mattia, agronoma del Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Le conclusioni del Festival della ruralità saranno affidate al presidente dell’ente parco Cesare Veronico al quale spetterà il bilancio di cinque giornata di manifestazioni e che il presidente ha già definito importanti per i risultati ottenuti alla prima edizione dell’evento.

Il Festival della ruralità – ha già detto Veronico – mira a diventare momento di discussione di valore sulla ruralità in Italia“.

Ufficio Stampa del Festival della Ruralità

 

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