di Lorena Liberatore

Alessandro Verzino (foto dalla pagina Facebook "Follow me to Alta Murgia")

Alessandro Verzino (foto dalla pagina Facebook “Follow me to Alta Murgia”)

#followmeto… Alta Murgia è un viaggio fotografico inedito realizzato da Alessandro Verzino, ma non solo: l’arte della fotografia amatoriale e la passione per il territorio murgiano si uniscono perfettamente all’interesse enogastronomico, in un percorso a più tappe e con un invito alla conoscenza dei sapori dell’Alta Murgia. Infatti, un ricco calendario di laboratori sensoriali sia per adulti sia per bambini segna un percorso che culmina con le escursioni sul territorio.

L’ideatore di tale evento ci ha rilasciato un’intervista, eccola di seguito.

#followmeto… Alta Murgia! Com’è nato e di che si tratta?

È nato in maniera del tutto casuale: un paio di anni fa stavo realizzando degli scatti, ne feci uno in particolare per la valorizzazione di Cassano, da lì sono nate una serie di idee per sviluppare un progetto dedicato alla Murgia (il mio eterno amore) e per la sua valorizzazione.

Nella vita sei un grafico, come nasce il tuo interesse per la fotografia?

La fotografia è una passione, un hobby nato prima del mio interesse per la grafica e del mio lavoro come grafico. Sono fotografo amatoriale da quasi trent’anni.

Protagonista delle foto è anche un elemento di forte impatto visivo: il tenere la mano, e accompagnare, o guidare così in un percorso. Un simbolo di fiducia tra chi guarda e chi guida nel viaggio… Chi è la misteriosa donna che ci invita al viaggio? Nella vita è la tua compagna?… lo spettatore curioso, forse distratto dal significato romantico del gesto, è portato a pensare sia la tua fidanzata o moglie.

[Ride] No mia moglie non ha posato per queste foto! È una modella e un’amica che per l’occasione si è prestata a questi scatti, e in maniera del tutto inconsapevole nel senso che non sapeva di cosa si trattasse. Le ho spiegato tutto solo alla fine, a quel punto il progetto l’ha amato anche lei: l’idea dell’essere seguita, quel gesto in cui lei mi tira la mano per portarmi dentro questo scenario tutto da scoprire… Chi guarda lo scatto si sente a sua volta immedesimato, si sente tirato dentro, coinvolto da questo gesto di fiducia che vuole “far scoprire”. Ovviamente, non è un discorso originale, è qualcosa che già esiste, mi sono volutamente agganciato a degli Hashtag esistenti proprio per cavalcare il successo che ha quel hashtag [#followmeto] a livello mondiale. In questo modo tanta gente da tutto il mondo ha avuto occasione di vedere questi scenari, e scoprire la Puglia e l’Alta Murgia.

L’idea di associare l’ambito enogastronomico è nata dopo il progetto fotografico? Se sì, come è nata?

Sì è nata dopo. Questo non è il primo evento che organizzo ma è la prima volta che organizzo una cosa totalmente mia, un mio progetto… non amo realizzare cose fini a se stesse, mi piace anche spaziare, cercare di coinvolgere a 360° più ambiti… Avrei anche voluto spaziare in quello musicale… non l’ho fatto per una questione di fondi [conclude ridendo]. Il primo passo [per la valorizzazione del territorio] è proprio quello enogastronomico perché la Puglia ha molto da raccontare e da scoprire, e poi c’è l’ambito più turistico sia dal punto di vista delle “nozioni”, diciamo così (per esempio si è parlato di quello che si potrebbe fare da qui al 2019 e oltre, circa la gestione sinergica del turismo sulla Murgia), sia, invece, andare di fatto sul posto, come faremo, e come fanno già in tanti: delle escursioni, ma più ricche perché l’abbiamo abbinato a quel discorso della degustazione in masseria. Un percorso insomma, non a caso fra due settimane ci sarà la conferenza sul miele [venerdì 28 ottobre, ore 18.00, Sala Conferenze Biblioteca Civica] e un laboratorio del gusto sul miele sabato [29 ottobre, ore 18.00, Sala Conferenze Biblioteca Civica], e poi la domenica ci sarà l’escursione con degustazione finale del miele presso un’azienda produttrice, Masserie Redenta in Altamura [domenica 30 ottobre, ore 8.00, ritrovo presso Liceo Scientifico]. C’è quindi un discorso continuativo.

Un vero e proprio percorso in itinere, sensoriale (l’ambito enogastronomico) e visivo (la fotografia). All’interno c’è anche uno spazio dedicato ai bambini, un ambito tutto per loro dove possono degustare e conoscere i sapori murgiani.

Sì, i bambini sono sempre i primi destinatari di questo genere d’iniziativa perché sono più sensibili, recettivi rispetto a noi adulti, e hanno ovviamente modo di poter farsi portavoce poi in famiglia di determinate questioni e quindi di sensibilizzare a loro volta. Proprio oggi mi hanno detto che c’è stata un’iscrizione in massa dei bambini delle scuole elementari quindi ci sarà un bel lavoro da fare con loro.

Il tutto ha un fine educativo quindi?

Sì, sia nella scoperta del territorio che per quanto riguarda la scoperta dei cibi. Sono piuttosto completi i laboratori.

#followmeto… Alta Murgia si chiuderà il 6 novembre.

A Cassano si chiuderà il 6 novembre poi vedremo… perché le idee vanno molto più in là.

Quindi prevedi delle repliche? O qualcosa di nuovo?

Delle repliche e anche delle reazioni, perché il progetto è nato anche perché in qualche modo ero stanco di un certo piangerci addosso e non riuscire a sfondare, diciamo, questa porta tra noi e il mondo che vede la Puglia, vede il mare ma non vede noi!

Manca una valorizzazione adeguata della Murgia?

Non è valorizzata abbastanza.

#followmeto… Alta Murgia in qualche modo si trova in concomitanza con la recente entrata di Cassano nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia e nel GAL Terre di Murgia, tutto questo avrà contribuito a dare risalto all’evento. È possibile che, in parte, l’abbia anche ispirato?

No, il progetto è nato prima di questi eventi, e Cassano è ufficialmente entrato nel nuovo Gal da poco. Noi avevamo iniziato anche ad interloquire con il precedente Gal, ma #followmeto… Alta Murgia è indipendente. Gli enti ci hanno supportato per quanto riguarda la promozione e dal punto di vista istituzionale, non ci siamo inseriti in discorsi precostituiti e avevamo già un nostro progetto.

 

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