Una duplice sfida attende l’Italia sui fondi della politica di coesione Ue: 31 miliardi di cofinanziamento da spendere entro il 2015 (di cui 16,7 di finanziamenti Ue) salvo perderli e la presentazione a Bruxelles, entro i primi di luglio, di una bozza di strategia per il prossimo budget Ue 2014-2020.

È in questo contesto che si inquadra la due giorni del commissario Ue alle Politiche regionali Johannes Hahn a Roma, lunedì e martedì (27 e 28 maggio), dove sono previsti vari incontri, a partire da quello col ministro alla Coesione territoriale Carlo Trigilia. Nelle 48 ore che il commissario trascorrerà in Italia si vedrà anche col ministro all’Economia Fabrizio Saccomanni, parteciperà al convegno ”Verso Europa 2020” rivolto agli amministratori locali, ed incontrerà i presidenti di Calabria e Sicilia, Giuseppe Scopelliti e Rosario Crocetta, tra le regioni italiane col minor tasso di assorbimento del Fondo europeo di sviluppo regionale, rispettivamente 18,5% e 21,75% (secondo dati di febbraio).

L’auspicio di Bruxelles, spiegano fonti europee all’ANSA, è che Roma continui a muoversi con lo stesso ”impeto” impresso dalla gestione dell’ex ministro Fabrizio Barca, che nel 2012, in un solo anno di amministrazione, ha fatto compiere un balzo all’Italia nella spesa dei fondi. Se nel 2011, lo stivale era un fanalino di coda, col 18% di spesa rispetto ad una media Ue del 30, l’anno appena trascorso ha visto una forte accelerazione, col raggiungimento di quota del 40% rispetto a una media europea del 46%. Secondo gli ultimi dati disponibili l’Italia si è ora attesta al 40,4% (contro il 51,8% della media Ue). Restano però ancora 31 miliardi di euro da spendere, di cui 16,7 provenienti dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Risorse ritenute chiave per la crescita.

C’è comunque un grande divario da colmare tra le regioni del Nord (tra queste anche la Sardegna), che in media hanno raggiunto il 46% di assorbimento dei fondi e quelle del Sud che si sono arrestate al 29,1%, con l’unica grande eccezione della Puglia, che ha raggiunto il 42,7% grazie agli sforzi del presidente Nichi Vendola che ha assunto sotto il proprio controllo il monitoraggio dei progetti ed ha lasciato al 50% il tasso di cofinanziamento.

Oltre all’esempio della Puglia, tra i casi che fonti di Bruxelles indicano come virtuosi, c’è il programma Scuola, gestito a livello centrale ma rivolto alle sole regioni del Sud (Fondi di Convergenza) per investimenti in infrastrutture scolastiche, universitarie e centri di ricerca, che ad oggi ha speso il 44% di quanto allocato, pari a quasi 229 milioni.

Hahn chiederà una maggiore focalizzazione e strategia degli investimenti. In particolare per quelli sul bilancio 2014-2020.

La parte di riforma della politica di coesione già approvata prevede infatti tre principali aree di investimento: economia a basso tenore di carbonio (efficienza energetica, rinnovabili); Pmi (lavoro sostenibile come chiave per la crescita) e ricerca e innovazione.

Fonte: Regioni.it – Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – Sistema Puglia, Pubblica Amministrazione, Sportello Europa – Redazione Sistema Puglia