Da oggi, giovedì 25 maggio e fino a mercoledì 7 giugno, “Fortunata” (in concorso la Festival di Cannes nella sezione “Un Certain Regard”), il nuovo film di Sergio Castellitto scritto da Margaret Mazzantini e con, tra gli altri, Jasmine Trinca e Stefano Accorsi, è in programmazione al cinema “Vittoria” di Cassano delle Murge alle ore 18:30 e 21:15.

Fortunata è una donna sulla trentina che sta crescendo da sola la figlia Barbara di otto anni in un quartiere degradato di Roma.

È agosto, la città è semivuota, e Fortunata va di casa in casa a fare (in nero) messe in piega e shatush ad amiche e vicine, coltivando il sogno di aprire un suo negozio di parrucchiera e conquistare così un minimo di indipendenza economica.

Franco, il marito allontanato da casa, da cui Fortunata non è ancora separata legalmente, la tormenta con visite inaspettate, insulti gratuiti e aggressioni sessuali.

Chicano, il suo migliore amico, è un tossico con una madre straniera, Lotte, che sta scivolando nel buco nero dell’Alzheimer.

L’incontro con uno psicoterapeuta infantile, Patrizio, cui è stato affidato dai servizi sociali il sostegno psicologico a Barbara, si presenterà a Fortunata come l’opportunità di cambiare la propria vita. Ma non tutti sanno sfruttare le buone occasioni, soprattutto se a guidare le loro azioni è una cronica mancanza di autostima e una sfiducia nella capacità (o il diritto) di essere, nella vita, fortunati.

«Sergio Castellitto – scrive Paola Casella su mymovies.itracconta la storia di Fortunata come un romanzo popolare, un murale pieno di colori tracimante una vitalità disperata.

[…] Castellitto mostra una profonda empatica con il femminile, ovvero con le reali difficoltà dell’essere donna e madre nel nostro Paese, e con l’esigenza di emancipazione che è, prima di tutto, anelito di libertà ed esigenza di rispetto. Il vero protagonista maschile in questa storia è invece il denaro che manca davvero, ma che diventa anche una scusa per giustificare i propri fallimenti e la propria “voglia di sparare qualcuno”. Perché l’illusione che “ci devi mettere i soldi se no non funziona” e il rap secondo cui è “la gente con i soldi che fa girare il mondo” è (anche) un modo per ritardare all’infinito la presa di responsabilità di ognuno di questi personaggi in cerca di una direzione e di una via d’uscita.

[…] Fortunata è una parabola sulla libertà declinata al femminile, e racconta la spoliazione progressiva di tutto ciò che lega una donna ai suoi “doveri” fino a non avere più niente da perdere, unica posizione di forza concessa a un prigioniero».

 

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