Si può e si deve fare di più per far ripartire una crescita economica equa ed inclusiva e una ripresa occupazionale che punti sulla qualità e non solo sulla quantità. La riunione dei ministri del Lavoro e delle Finanze del G20, ha rappresentato l’occasione per il gruppo dei rappresentanti dei sindacati internazionali L20 per ribadire, attraverso una lista di raccomandazioni, il bisogno di un cambio di marcia a livello globale. Un documento in cui si mette in evidenza la necessità di maggior cooperazione fra parti sociali e governi. La crisi può infatti essere risolta solo attraverso la collaborazione di tutti gli attori coinvolti e quindi anche dei datori di lavoro che, attraverso il gruppo B20, lanciano il loro libro bianco di raccomandazioni, non a caso intitolato “Partnership per la crescita e l’occupazione”.

Le proposte delle parti sociali sono dunque sul tavolo e sono ora in attesa di applicazione da parte dei leader del G20, invitati, dal direttore generale dell’ILO, Guy Ryder, a impegnarsi per un cambio di rotta. Le misure di austerità si sono dimostrate insufficienti ed hanno contribuito alla riduzione delle tutele e alla depressione del mercato dei consumi. È per invertire questa tendenza che Ryder ha dunque invocato un mix di “politiche macro-economiche di sostegno all’occupazione, con politiche del mercato del lavoro e di protezione sociale”. Solo in questo modo, si sottolinea nell’aggiornamento statistico – “Le previsioni di breve periodo sul mercato del lavoro e le sfide principali nei paesi del G20” – preparato dall’ILO e dall’OCSE per l’incontro dei Ministri del Lavoro del G20, si potrà tornare a crescere e a distribuire equamente i benefici della ripresa. La situazione attuale, caratterizzata da bassi tassi di impiego soprattutto fra i giovani, è stata definita “inaccettabile” da Guy Ryder che ha chiamato il G20 a intraprendere azioni “coraggiose e decise” per stimolare la creazione di occupazione di qualità.

Una risposta necessaria anche secondo le organizzazioni sindacali che, nel documento presentato al G20, evidenziano come l’aumento della disoccupazione e la carenza di lavoro dignitoso siano le principali sfide da affrontare. Senza adeguati correttivi, denunciano i sindacati, la disoccupazione è destinata a salire oltrepassando la già critica soglia dei 200 milioni di disoccupati complessivi. Una condizione di difficoltà che rischia di avere un impatto particolarmente negativo sulle giovani generazioni che potrebbero vedere il loro futuro irrimediabilmente segnato dall’attuale esclusione dal mercato del lavoro. Un danno enorme anche per le economie dei paesi coinvolti, sottolineano i sindacati, che stanno di fatto disperdendo le migliori energie produttive disponibili all’interno delle loro società. L’attacco ai sistemi previdenziali in nome dell’austerity, la crescente sperequazione dei redditi, l’aumento dell’informalità e della sfiducia da parte dei cittadini, sono i risultati più evidenti di politiche economiche che vanno dunque superate.

Proprio la crescente sfiducia da parte dei cittadini rappresenta, secondo l’ITUC, la Confederazione Internazionale dei Sindacati, un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Fonte: Il Portale del Lavoro Dignitoso – Sistema Puglia, Lavoro, Economia, Imprese – Redazione Sistema Puglia