La libertà di stampa è un elemento fondamentale per la democrazia, ma perfino in Europa, baluardo della libertà di stampa, le cose stanno peggiorando.

Secondo quanto riportato dall’indice mondiale della libertà di stampa stilata da Reporter senza frontiere, l’astio nei confronti dei giornalisti sta crescendo e in alcuni casi viene apertamente incoraggiato da esponenti politici. Il rapporto indica che sempre più leader politici eletti democraticamente tendono a minimizzare il ruolo dei media nella società democratica e considerano i giornalisti come avversari, ricorrendo in alcuni casi alla violenza verbale.

L’Europa è considerata la regione in cui il diritto alla libertà di stampa viene maggiormente garantito, tuttavia le quattro più eclatanti regressioni nella classifica di quest’anno rispetto al 2017 riguardano proprio dei paesi dell’UE: Malta (da 45° a 65°), Repubblica Ceca (da 23° a 34°), Serbia (da 66° a 76°) e Slovacchia (da 17° a 27°).  Tre paesi dell’UE, d’altro canto, figurano in testa alla classifica tra le prime quattro posizioni, ossia Svezia, Paesi Bassi e Finlandia. L’Italia si trova al 46esimo posto, sei posizioni in più rispetto all’anno precedente, ma comunque agli ultimi posti fra i paesi dell’UE.

Indice mondiale della libertà di stampa: classifica 2018

L’indice mostra l’influenza di figure politiche forti come Putin in Russia (148° posto) e Xi Jinping in Cina (176° posto), che reprimono le voci indipendenti e controllano notizie e informazioni. Anche la guerra influisce sulla libertà di stampa. Quest’anno l’Iraq, avendo perso due posizioni rispetto all’anno precedente, si trova al 160° posto ed entra così nella parte considerata “pessima” della classifica. Questa categoria conta quest’anno 22 paesi, il numero più alto mai registrato fino ad oggi.

Suddivisione dei paesi in base alla libertà di stampa*

Tutelare i giornalisti

Nell’arco di cinque mesi l’Europa ha affrontato la perdita di due giornalisti d’inchiesta. Si tratta di Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese uccisa con un’autobomba a ottobre 2017 e del giornalista slovacco Ján Kuciak e della sua compagna Martina Kušnírová, assassinati a febbraio di quest’anno. Questi episodi dimostrano come l’UE non possa dare per scontata la libertà di stampa.

Giornalisti uccisi o arrestati*

Il 3 maggio 2018 il parlamento voterà una risoluzione non legislativa redatta dalla deputata italiana Barbara Spinelli della Sinistra unitaria europea a salvaguardia del pluralismo e della libertà dei media.

Tra le proposte figura la creazione di un organismo di regolamentazione indipendente che collabori con le associazioni dei giornalisti per vigilare e segnalare atti violenti e minacce nei loro confronti.

*Fonte: Reporter senza frontiere