di Anita Malagrinò Mustica

Come è ormai noto da tempo, uno studente del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, Massimiliano Giammarini, è stato eletto Consigliere regionale nell’ambito del percorso biennale “Giovani in Consiglio: da Osservatori a Protagonisti“.

La tanto agognata carica, però, è giunta dopo vari, ma non vani, tentativi di inserimento nella vita politica. Già nel 2016, infatti, Massimiliano aveva sperimentato l’ebrezza della candidatura presso il Parlamento regionale dei giovani, non raggiungendo, però, la quantità necessaria di voti per l’elezione. Non demordendo, promise a sé stesso e ai suoi sostenitori che avrebbe ritentato e, avviando un’incontenibile campagna elettorale, cercò di far conoscere il suo irrefrenabile carisma politico nei principali centri del territorio. Ricordando l’emozione di quei tempi, Massimiliano ringrazia amici, conoscenti e, ovviamente, il nutrito gruppo di elettori che gli ha concesso di rappresentarlo politicamente a livello regionale.

«Essere stato eletto non ha significato, per me, far prevalere la mia personalità, ottenere una vittoria individuale, ma ha rappresentato, sostanzialmente, il peso della voce di centinaia di personalità che, come me, esigevano risposte dalla politica. Ho quindi realizzato di dover condurre un gioco di squadra, volto al raggiungimento di obiettivi comuni».

La politica, però, non è l’unica passione di Massimiliano. Infatti, è affascinato dall’economia e dal mondo dell’imprenditoria. «Ho deciso di intraprendere la carriera politica per studiare e analizzare meglio lo stretto legame sussistente tra questi due mondi. Inoltre, si faceva sempre più forte il bisogno di veder rappresentati degnamente i miei ideali politici. Mi mancavano, a livello istituzionale, degli stimoli e dei modelli. Notavo, poi, un disinteresse diffuso. Molti miei coetanei consideravano e, purtroppo, considerano la politica una realtà inaccessibile o facilmente trascurabile. La mia candidatura, quindi, è stata supportata anche dal voler rappresentare al meglio la mia generazione e cercare di fornire delle risposte concrete. Mi sono messo in gioco, ho deciso di scendere in campo per lanciare un messaggio ben preciso: chi si disinteressa di politica, si disinteressa della sua stessa vita».

Massimiliano, a livello politico, afferma di rifarsi a Ronald Reagan. Presidente degli Stati Uniti negli anni ’80, intraprese una politica economica capace di spronare le imprese e determinare una vertiginosa crescita economica.

«Qualunque obiettivo si voglia raggiungere», dice Massimiliano, «è indispensabile compiere il primo passo. Io ho trovato il coraggio e la forza. Anche se si fallisce, occorre impadronirsi della giusta tenacia per ritentare. Mai vergognarsi per aver tentato e fallito, poiché colui che non ha mai fallito è colui che non ha mai tentato».

Ad affiancare Massimiliano in questa avventura regionale è Enrico Ungaro, uno studente del liceo scientifico di Gioia del Colle. Enrico afferma di aver iniziato ad interessarsi di politica seguendo, con accanito entusiasmo, le elezioni amministrative della sua città. «Troppe volte», afferma Enrico, «ci si dimentica della vera essenza della politica e si trascura l’importanza delle relazioni umane. Questo disinteresse sfocia, spesso, in uno sterile tecnicismo generale. Ho deciso di candidarmi per abbattere i luoghi comuni nei confronti delle istituzioni e dello Stato, per cercare di trasmettere la mia stessa passione politica ai ragazzi che, molte volte, sono separati dalla vita politica da un drammatico muro di sfiducia e rassegnazione». Enrico si professa completamente soddisfatto di questo progetto, che gli offre l’opportunità di partecipare a convegni di illustri relatori riguardanti delicate questioni sociali. «Questo progetto», continua, «non si limita ad insegnarci a fare i politici, che ad oggi si configurano più come animali sociali, ma ci permette di conoscere quei caratteri che sono condizione necessaria per la vita di un animale politico, che non pensa alla sua affermazione personale, ma a quella che è la cosa più bella e democratica del mondo: la cosa pubblica».

 

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