di Anita Malagrinò Mustica

la Fornarina di Raffaello Sanzio

Quanto largo e benigno si dimostri talora il Cielo nell’accumulare una persona sola l’infinite ricchezze de’ suoi tesori e tutte quelle grazie e più rari doni che in lungo spazio di tempo suol compartire fra molti individui, chiaramente poté vedersi nel non meno eccellente che grazioso Raffael Sanzio da Urbino; il quale fu dalla natura dotato di tutta quella modestia e bontà che suole alcuna volta vedersi in coloro che più degl’altri hanno a una certa umanità di natura gentile aggiunto un ornamento bellissimo d’una graziata affabilità, che sempre suol mostrarsi dolce e piacevole con ogni sorte di persone et in qualunque maniera di cose.

Dalla Vita di Raffaello Sanzio, in G. Vasari, Vite di pittori, scultori e architettori, Firenze 1568

L’8 febbraio 2018, nell’auditorium dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Leonardo di Cassano delle Murge, Giovanni Montanaro, giovane e brillante scrittore e avvocato veneziano, ha presentato Guardami negli occhi, romanzo incentrato sulla drammatica, dolorosa e tormentata storia d’amore tra Raffaello Sanzio, il più celebre pittore e architetto del Rinascimento italiano, e Margherita Luti, immortalata in uno dei dipinti più amati del pittore della bellezza e della grazia.

Nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini è conservato, infatti, il ritratto della donna che Raffaello considerava sua musa ispiratrice, la donna che, a detta di molti studiosi, avrebbe prestato i suoi dolci lineamenti alla rappresentazione della Madonna Sistina e di Galatea ne Il Trionfo di Galatea. Ne La Fornarina, infatti, la sensualità della modella trasteverina, figlia di un fornaio, emerge dallo sfondo scuro, che mette in risalto il suo incarnato perlaceo e lo sguardo enigmatico, capace di ammaliare e ipnotizzare lo spettatore.

Giovanni Montanaro, autore del libro “Guardami negli occhi” tra le sue intervistatrici Altea Coce (a sinistra) e Maia Campanale

Dopo la precisa introduzione curata da Altea Coce (3ª AP) e Maia Campanale (4ª AP), l’autore, che si rivolse agli studenti del liceo cassanese anche per la presentazione di Tommaso sa le stelle, edito da Feltrinelli, ha affermato di aver cercato di captare, con il suo nuovo romanzo, la componente più umana della gloria artistica di Raffaello. Montanaro, infatti, è appassionato d’arte e, a tal proposito, ama cogliere l’intima essenza di grandi artisti. Nel 2012, è stato pubblicato Tutti i colori del mondo, omaggio alla genialità di Vincent Van Gogh.

«Con questo romanzo», ha detto Montanaro, «ho voluto dar voce ad una storia d’amore straordinaria, tenuta nascosta per anni. La storia d’amore tra Raffaello, l’icona indiscussa dell’arte rinascimentale, e una semplice fornaia, divenuta quasi il simbolo di Trastevere. Ho voluto rendere omaggio alla donna che, più di tutte, Raffaello amò. Senza di lei, probabilmente, non avrebbe continuato a dipingere. Proprio Raffaello, un uomo che possedeva tutto, sentì l’esigenza di avere al suo fianco Margherita per dare corpo ai suoi più grandi capolavori».

Lo scrittore, inoltre, ha spiegato come sia stato affascinante tessere un racconto su un dipinto che Raffaello non aveva intenzione di rendere pubblico. L’opera, infatti, avrebbe dovuto rimanere segreta, proprio come il suo amore per Margherita, amore ostacolato e tormentato.

«Attraverso questa storia, per certi versi shakespeariana, ho riscoperto la bellezza di Roma, una città di cui sono sempre stato innamorato. Ammirando le sue meraviglie e appassionandomi alla sua storia, mi sono accorto di quanto il Rinascimento, con le sue innumerevoli contraddizioni, abbia regalato alla città una luce, non priva di buio. Un’età straordinaria ma conflittuale, misteriosa e quasi imperscrutabile. Attraverso la letteratura che, a mio parere, ha un potere superiore rispetto a qualsiasi altra arte, perché in grado di stimolare la fantasia e l’immaginazione con semplici parole, ho scavato nella vita di Margherita, accompagnandola nella crescita. Ho descritto i sentimenti di una ragazza vera, lontana dall’immagine sublimata e idealizzata della donna rinascimentale. Non ho fatto altro che parlare ai suoi occhi, con quello sguardo capace di stregarti e l’ho portata tra le pagine del mio libro. Ho riaperto un dialogo che non si era mai interrotto, da quando, anni fa, restai soggiogato dalla vivacità dei suoi occhi».

 

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