di Lorena Liberatore

Giovanni Brunelli, presidente dell’associazione “Officine del SUD”, presenta, in piazza San Giuseppe, uno degli ospiti cassanesi di “Notti di Poesia”, Tonino Caponio (foto di Lorena Liberatore)

Cassano quest’anno ha visto una nuova edizione di “Notti di Poesia – Festival della cultura poetica”. Dopo una lunga pausa, l’iniziativa dell’Associazione “OFFICINE DEL SUD” è tornata ridando vita a un maggior numero di piazzette interne al borgo antico.

La rassegna è iniziata giovedì 12 e terminata ieri sera. Oggi, a conclusione della kermesse, pubblichiamo un’intervista a Giovanni Brunelli, direttore artistico dell’evento.

Ciao Giovanni! Allora, come sono andate queste “Notti di poesia” 2018?

Sono andate, tutto sommato, abbastanza bene. Non è stato facile riprendere dopo sette anni, con nuove norme che ci hanno, diciamo, obbligato a una serie di passaggi burocratici prima inesistenti (ad esempio i piani di sicurezza). Chiaramente anche il riprendere dopo diversi anni dall’ultima edizione ha comportato una serie di sforzi in più. Considerando tutto questo, considerando che l’Associazione “OFFICINE DEL SUD” era ferma da tempo, posso dire che è andata bene! In special modo, secondo i giudizi e i commenti delle persone che hanno partecipato, la prima e l’ultima serata sono state quelle più apprezzate.

Com’è nata l’idea di questo festival poetico? E quali sono le differenze tra l’edizione di quest’anno e quelle degli anni passati?

L’idea è nata quasi agli albori dell’associazione, che oggi ha sedici anni di vita, ed è nata proprio con l’intento di voler portare la poesia nelle piazze, non solo nella pratica degli incontri da salotti letterari. Un piccolo festival però fatto tra la gente. Riguardo le differenze, quest’anno abbiamo aggiunto molti più autori, due piazze in più, un prologo e soprattutto una mostra personale dell’artista Franco Cortese che in precedenza non c’era.

Franco Arminio in piazza Adua per “Notti di Poesia” (foto di Lorena Liberatore)

Diverse piazzette del borgo antico sono diventate luogo di ritrovo per parlare di poesia, o sono tornate ad esserlo, dato lo stop di circa sette anni. Un’occasione che va a favore della rigenerazione del centro storico, di cui tanto si parla. Quest’occasione ha dato i suoi frutti?

“Notti di poesia” l’abbiamo sempre fatta nel centro storico, devo dire che purtroppo questa volta abbiamo trovato un centro storico davvero molto, molto, degradato, pieno di sporcizia, di abbandono, completamente lasciato a se stesso. Una signora ieri mi diceva «io non riconosco più la Cassano che sto visitando in questi giorni!»: c’è un generale senso di abbandono, un po’ è dovuto al fatto che alcune case sono disabitate e tanto più oggetto di vandalismo.

Secondo te, chi è il poeta che ha riscosso più successo, che ha ottenuto di più l’attenzione del pubblico?

Sicuramente Franco Arminio che oltre ad essere un grande poeta e intellettuale è sicuramente anche un uomo di spettacolo, perché ha notevolmente coinvolto il pubblico facendolo cantare, facendogli fare cose che non avrebbe mai fatto con altri. Ma anche Silvana Kunhtz, i Cardiopoetica, la giovanissima De Sario hanno riscosso apprezzamenti, oltre, poi, la straordinaria Rita Zingariello con le sue poesie musicate.

versi recitati e cantati con Silvana Kuhtz in piazza San Pietro per “Notti di Poesia” (foto di Lorena Liberatore)

C’è qualcosa che vuoi aggiungere a questa intervista?

Vorrei ringraziare tutti i volontari, tutti coloro che abitano il centro storico e ci hanno supportati quest’anno (perché i disagi per quattro giorni di divieti di sosta, divieti d’accesso, ecc., non sono stati facili da sostenere), e vorrei ringraziare anche voi de L’Obiettivo, che ha sempre pubblicato i nostri comunicati e ci hanno supportati, così come altri media del territorio. Anche l’amministrazione, anche se purtroppo non ne abbiamo sentito il supporto: ci hanno sicuramente aiutati nelle diverse pratiche, ci hanno, diciamo, assistiti, ma la volontà politica di essere accanto all’associazione per rilanciare questo festival io non l’ho sentita. Spero ci voglia solo del tempo necessario per riprendere un ‘discorso interrotto’; se dovessimo decidere di fare l’undicesima edizione, sicuramente lavoreremo anche con l’amministrazione per un discorso più ‘generale’. Far arrivare qui turisti e visitatori in quelle condizioni descritte è davvero un pessimo biglietto da visita, occorre lavorare perché si possa in qualche modo invertire la tendenza.

 

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