Non si può nascondere la criticità gestionale dell’Ospedale Miulli, fiore all’occhiello della sanità pugliese e vanto del nostro territorio ma non è con i proclami che si possono trovare soluzioni che passano attraverso interventi legislativi, amministrativi, di bilancio e di riorganizzazione dell’intero SSR.

Occorre distinguere tra soluzioni e rimedi di breve termine da quelle di medio-lungo termine.

Oggi è incombente il rischio della sopravvivenza perchè è deficitaria la struttura dei conti per una mancata corrispondenza tra costi e ricavi indispensabile per garantire le attività per l’anno 2013 ed in questo va vista l’azione del PDL tesa a rimodellare il tetto di spesa in modo da ritrovare un giusto equilibrio tra volume di atività di cui beneficia la Regione e la collettività pugliese con il sudore dei lavoratori ed equa remunerazione di quel lavoro che non può non tener conto delle voci stipendiali derivanti dai contratti nazionali.

In assenza di una presa di coscienza delle necessità impellenti del momento, si rischia di pensare a soluzioni di medio e lungo periodo che potrebbero intervenire quando ormai il Miulli sarà collassato e quindi facile preda di poteri forti. A meno che non sia una strategia ben studiata per indebolire i nostri gioielli anno dopo anno per alimentare appetiti famelici di potenti investitori.

Noi del Gruppo PDL alla Regione saremo in guardia ma vorrei che sia in guardia tutto il tessuto politico e sociale del territorio e il mondo dei lavoratori sulla necessità di non rincorrere proclami che spingono sull’emotività del momento.

Sull’emotività spinge sempre Vendola quando promette; quanta emotività positiva alimentava quando prometteva eliminazione dei tichet e delle liste di attesa, acqua gratis, apertura di ospedali, raccolta differenziata al 65%, efficienza degli impianti di depurazione e così via salvo poi rimanere delusi in una Puglia con sanità allo sfascio, degrado ambientale con aumenti di tassazione rifiuti, Patto di Stabilità penalizzante, super tichet e super tasse, acqua più salata (nel costo), agricoltura abbandonata, disoccupazione, crisi delle imprese e..mi fermo qui.

Ulisse non si fece incantare dal canto delle sirene, tenne dritta la barra e la schiena, ora tocca a noi non lasciarci più tentare dalla poesia di Vendola.

Ignazio Zullo – Capogruppo PdL in Consiglio regionale

 

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