di Lorena Liberatore

"Il ragazzo che amava il mare" (Gelsorosso, 2015)

“Il ragazzo che amava il mare” (Gelsorosso, 2015)

«Quando iniziai a scoprire il mondo che mi circondava, le prime cose che focalizzai furono il mare e mia madre immersa in un campo di grano e papaveri. Queste due immagini sono rimaste fisse nella mia mente accompagnandomi sin dall’infanzia. La dolcezza e la bontà di mia madre e l’amore per il mare hanno certamente contribuito ad influenzare il mio carattere.

Dinanzi alla vastità e al profumo del mare restavo incantato ad osservare il flusso e il riflusso delle onde. Da subito mi domandai cosa ci fosse dietro la linea che unisce il cielo con il mare e fantasticavo del mondo al di là dell’orizzonte. In seguito, il mare, il vento, le onde e le vele hanno rappresentato per me l’evoluzione istintiva della voglia di vivere in libertà i piaceri che essi danno, permettendomi di pensare alla loro presenza come ad un diritto innegabile e alla realizzazione di un sogno: possedere una piccola barca con una vela bianca e iniziare a scorrazzare per il mare».

Il ragazzo che amava il mare, prefazione.

Una vita trascorsa a contatto con il mare quella di Giovanni Magnifico, in una solitudine ideale per pensare e crescere interiormente, scandagliare la propria essenza lasciando fluire liberamente il proprio flusso di coscienza e con esso il proprio Io. È quello che accade nell’immensità del mare aperto, che concilia un intimo dialogo capace di far scoprire lati sconosciuti di se stessi. Il ragazzo che amava il mare, edito da Gelsorosso (2015), è il diario di bordo di Giovanni Magnifico, ma anche un racconto autobiografico che ripercorre la vita di un lupo di mare la cui passione è il filo rosso di ogni pagina.

Un testo che vale anche come utile guida per chi vuole cimentarsi nella navigazione, ne spiega infatti i rudimenti della navigazione. Non è un caso che nelle ultime pagine del libro ci sia un perfetto glossario illustrato. Il tutto potrebbe risultare un po’ troppo tecnico, ma non mancano pagine dove spicca l’ironia, in particolare per le disavventure amorose, e l’estrema tenerezza dei ricordi più profondi e significativi.

Quando una passione può durare per una vita intera, non spegnersi mai ma alimentarsi costantemente? Quando è profondamente sentita ed è parte della nostra personalità. È proprio il caso di questo autore, che ci fa partecipi del proprio modo di sentire e del proprio modo di vivere rivolgendosi al lettore come a un amico o un compagno di viaggio.

È effettivamente un viaggio quello che si compie nel leggere il testo che, al di là del tecnicismo dettato da deformazione professionale, è semplice e diretto, schietto e quotidiano, sintetico e di facile lettura.

Il testo è interamente illustrato con immagini suggestive che frammezzano di quando in quando la lettura, ambientando meglio la fantasia del lettore. Di impatto è anche la copertina che riporta in trasparenza una foto d’epoca dell’autore su un magnifico panorama marino, blu oltremare, solcato da una barca a vela e segnato all’orizzonte dai frangiflutti.

 

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