di Lorena Liberatore

A margine della presentazione del secondo volume edito a cura del Club per l’Unesco di Cassano, guidato dalla prof.ssa Mariolina Simone, che ha visto gli interventi del sindaco Maria Pia Di Medio, l’ottima prolusione del prof. Luca Gallo, nonché gli interventi di Aline Kunz, Ferdinando Mirizzi, Giuseppe Poli, Patrizia Sorianello, Domenico Nicoletti ed Elena Saponaro “interrogati” dalla moderatrice che ha così inteso “provocare” delle risposte piuttosto che indurre i relatori ad una “lezione” per illustrare ai presenti il lavoro svolto, abbiamo colto l’occasione per una breve intervista alla presidente Simone sui lavori in corso.

“Immagini di vita contadina a Cassano nel 1930”, com’è nato questo volume?

È nato nell’allestimento del Museo del Territorio di Cassano: c’è una sezione che si chiama “Il paesaggio agrario”, all’interno di questa sezione stavamo ricercando documenti che riguardassero la società contadina di Cassano dal ‘700 ad oggi. Ad un certo punto la dottoressa Santoro, archivista e libera professionista che ha prodotto i materiali (per la sezione “Il paesaggio agrario”) ha citato questa fonte: Paul Scheuermeier. Mi sono attivata e ho recuperato tramite l’archivio AIS, che ha sede a Berna, i materiali relativi alla permanenza di Scheuermeier a Cassano. Abbiamo in seguito acquisito le fotografie, i disegni originali e tutti i materiali necessari prodotti dall’archivio AIS.

Pare, quindi, che “Immagini di vita contadina a Cassano nel 1930” quest’anno sia il fiore all’occhiello del nostro paese.

E anche del Museo del Territorio! Infatti, il materiale è a cura del club per l’Unesco ma è “del” e “per” il Museo del Territorio di Cassano; ed è inedito, perché per l’Italia meridionale non ci sono studi su Scheuermeier: questo sarà il primo step di un percorso che poi sarà continuato successivamente per conto dell’Università di Bari e dai linguisti, e che riguarderà tutta l’area murgiana, non sono Cassano. Ma questi sono processi lunghi e che richiedono studi approfonditi.

Si prevedono per il futuro altri progetti simili a “Immagini di vita contadina” qui a Cassano?

Nel Museo del Territorio ci sono tanti materiali, che sono stati immessi nei database, potrebbero venir fuori tante cose interessanti se si forma intorno al Museo un gruppo di ricerca e un gruppo di interesse specifico che possa produrre materiali nuovi per il nostro territorio, anche per fini turistici! Perché non dobbiamo dimenticare che la cultura è motore di uno sviluppo anche economico, anzi così dev’essere, perché senza il sopporto culturale non produce granché. Gli sviluppi possono essere molti, naturalmente bisogna vedere chi si coinvolge e fino a che punto. Noi abbiamo posto le basi come Museo del Territorio, per creare un centro di ricerca e di propulsione, di materiale per l’area murgiana (soprattutto per il settore della cultura).

Intanto a gennaio sarà presentato un testo edito dal Museo del Territorio e che riguarda l’archivio sonoro, e stasera il prof. Mirizzi, antropologo, metterà a fuoco i processi di patrimonializzazione, quelli che dovrebbero essere messi in atto a breve. E comunque, questo discorso va proseguito, non può essere momentaneo o fine a se stesso.

Quanto è importante oggi, soprattutto a Cassano, andare alla ricerca del proprio patrimonio e ricostruire le nostre tradizioni, quello che eravamo?

Per costruire la nostra identità dobbiamo andare alla ricerca delle nostre radici. Queste sono le nostre radici: trovare un documento, trovare un’immagine, ricostruire i processi che hanno condotto a quell’immagine, a quello strumento, questo significa “patrimonializzare”, cioè “mettere a patrimonio”, mettere “a regime” i materiali che abbiamo; materiali del passato che non rimangano solo nel museo come rappresentazione estetica ma producano qualcosa di nuovo per il territorio.

Aspettando il museo: quando sarà fruibile a tutti?

Questo non lo so. L’amministrazione comunale dovrà prossimamente completare alcune procedure burocratiche, tra cui anche l’acquisizione di alcuni reperti di Grotta Nisco che si trovano ad Altamura, tali da nominare il comitato scientifico e il Direttore. Il nostro compito finisce con l’allestimento.

 

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