Prosegue il cammino della cultura con il quarto appuntamento del Maggio Letterario 2013. Ospiti della serata Giovanna Rossella Schirone, autrice del libro “In principio… è la relazione. La natura dialogica dell’uomo tra identità in Martin Buber” (primo volume ‘inedito’ della Messaggi Edizioni, organizzatrice dell’evento, per questo Maggio Letterario 2013), e Jonathan Curci, docente e ricercatore in Storia del Pensiero Ebraico.

Giuseppe Musella, presidente dell’associazione “Amici della Biblioteca” (co-organizzatrice dell’evento), ha presentato il testo della Messaggi Edizioni (fresco di stampa), come un’opera avvincente e attuale basata sulla filosofia di Martin Buber, quindi sull’importanza del dialogo tra esseri umani e tra Dio e uomo.

L’intervento della professoressa Leddomade è entrato ancor più nella quaestio della libertà nei termini del pieno rispetto delle proprie esigenze, laddove esse non vadano ad intaccare quelle dell’altro.

Spazio quindi all’autrice, Rossella Schirone, che non ha potuto non ringraziare il prof. Cesare Colafemmina per averle trasmesso la forte passione per la cultura ebraica. “L’interesse per questo popolo, a lungo bistrattato, è sempre incentivato dalle frequenti scoperte”, ha sostenuto la Schirone, “scoperte che hanno portato alla nascita di questo testo che parla di relazione e che pone domande sul senso dell’esistenza”. Una relazione fra persone che potrebbe trovare paragone nel rapporto madre-figlio già al momento del concepimento, e che perdura anche dopo la nascita. “L’uomo può dirsi ‘persona’ solo quando intenzionalmente si rivolge all’altro”.

Infine qualche curiosità sull’idea della copertina per la quale l’autrice ha scelto un dipinto di Chagall, secondo lei ispiratore del concetto di dialogo di Buber. Il dipinto raffigura un uomo, emblema della concretezza e dell’esperienza, con i piedi ben piantati a terra, che tiene per mano una donna, simbolo dell’unione e della trascendenza, che volteggia a mezz’aria. “Non possiamo decidere di essere solo l’uno o l’altro… è necessario trovare il giusto equilibrio e cedere al diverso da noi”, ha concluso l’autrice.

Jonathan Curci, autore della prefazione del libro presentato, ha evidenziato la necessità di proseguire la ricerca nei confronti del professor Colafemmina così come, ancor oggi, si va riscoprendo Martin Buber. E, proprio il libro della Schirone, ha rappresentato uno spunto per recuperare certi aspetti della filosofia di Buber: il suo approccio nei confronti del Sionismo, della religione cristiana (debitrice, per Buber, nei confronti degli ebrei, “dei fratelli maggiori del cristianesimo”). “Buber vedeva in Gesù un giudaismo puro… per questo non si può comprendere a fondo il Vecchio e il Nuovo Testamento senza conoscere la lingua ebraica”.

Diversi gli interventi dal pubblico, molto partecipe e attivo in questa quarta serata del Maggio Letterario 2013: particolarmente interessanti quelli di Mimmo Pagliara e del prof. Antonio Giordano, molto ferrato su Buber, che è riuscito anche a mettere in difficoltà l’autrice in un dibattito dall’alto profilo filosofico e intellettuale.

Il prossimo, ed ultimo, appuntamento dell`ottava edizione del Maggio Letterario è previsto per giovedì 30 maggio alle ore 18,00 nella sala conferenze della Biblioteca Civica. Durante l`incontro sarà presentato “Slavi e albanesi in Puglia nel XV-XVI sec” di Cesare Colafemmina con la prefazione di Pasquale Cordasco.

Annarita Mastroserio

 

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