regioni puntoitGli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco meno di 460.000, di cui più del 18% “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”.

La serie storica del numero degli infortuni “prosegue l’andamento decrescente”: è questo il dato positivo che emerge dalla relazione annuale per il 2013 dell’Inail, illustrata il 9 luglio dal presidente Massimo De Felice.

Nel 2013 sono state registrate 695.000 denunce di infortuni. Rispetto al 2012 si ha una diminuzione di circa il 7%, il 21% in meno rispetto al 2009. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco meno di 460.000, di cui più del 18% “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Delle 1.175 denunce di infortunio mortale gli infortuni accertati sul lavoro sono 660, di cui 376, quasi 57%, fuori dell’azienda. Le denunce nel 2012 erano state 1.331. Anche se i 36 casi ancora in istruttoria fossero tutti riconosciuti sul lavoro, si avrebbe una riduzione del 17% rispetto al 2012 e del 32% rispetto al 2009. Sono questi alcuni dei dati riferiti dallo stesso presidente dell’Inail, Massimo De Felice, nella relazione annuale.

Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11,5 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail: in media 81 giorni per infortuni che hanno provocato menomazioni e 20 giorni in assenza di menomazioni. L’indice di incidenza dei sinistri mostra per gli infortuni sul lavoro, accaduti negli anni 2009-2011, un andamento lievemente decrescente, verso il livello di 2,4 ogni cento addetti esposti al rischio per un anno. I casi mortali si mantengono sotto quota quattro ogni 100 addetti. Nel 2013, l’Inail ha effettuato controlli ispettivi in 23.677 aziende, il 68% del terziario e il 28% del settore industria, circa 700 in più rispetto allo scorso anno. Le aziende risultate irregolari sono state l’87,65%. I lavoratori regolarizzati nel complesso ammontano a 70.092, più del 31% rispetto al 2012 di cui 62.109 irregolari e 7.983 in nero, circa l’1% in meno rispetto all’anno precedente.

Le rendite in essere erogate dall’Inail sono 799.099 per inabilita’ permanente e ai superstiti: il 2,34% in meno rispetto al 2012. Nell’anno passato le rendite per inabilità di nuova costituzione sono state circa 13.500 e le prestazioni ai superstiti 3.173. Nel 2012 erano 3.479. Il fondo per le vittime dell’amianto assiste 16.400, con una crescita del numero dei beneficiari delle prestazioni aggiuntive erogate. Nel 2013, inoltre, sono state effettuate dall’Inail circa 7 milioni e mezzo di prestazioni sanitarie. (AGI) “La serie storica del numero delle malattie professionali fa registrare un andamento crescente”. Le denunce di malattie sono state circa 51.900, circa 5.500 in più rispetto al 2012 con un aumento di poco più del 47% rispetto al 2009. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 38%, mentre circa il 3% è ancora in istruttoria. E’ importante notare, ha sottolineato De Felice, che le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 39.300; il 41,9% per causa professionale riconosciuta.

L’Inail ha incassato nel 2013 dieci miliardi e 111 milioni di euro, con un decremento di quasi il 5% delle entrate contributive rispetto al 2012.. Le uscite di competenza sono state 9 miliardi e mezzo, con prestazioni istituzionali in lievissima diminuzione rispetto al 2012. Il risultato finanziario è stato quindi di 719 milioni e il risultato economico di circa un miliardo. L’avanzo patrimoniale ammonta 5 miliardi e 17 milioni, mentre le riserve tecniche toccano i 27 miliardi. Il rendimento lordo del patrimonio immobiliare è stato nel 2013 di 4,24%, in miglioramento rispetto al 3,59% dello scorso anno.

Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ha proposto di utilizzare le riserve tecniche dell’Inail, che ammontano secondo i dati forniti a 27 miliardi, per costituire un fondo da utilizzare per investimenti a sostegno dello sviluppo. “Dobbiamo costruire meccanismi in modo che tutte le risorse possibili vengano messe nelle disponibilità del perseguimento di obiettivi utili come gli investimenti nei progetti per grandi infrastrutture strategiche piuttosto che a sostegno dell’apparato produttivo”, ha detto il ministro del lavoro intervenendo proprio alla presentazione della relazione annuale dell’Inail. “E’ chiaro che vista la natura degli accantonamenti occorre attivare tutte le tutele che servono per fondi come questi che assicurano condizioni specifiche di lavoratori e pensionati con regole certe, definite e rigorose, ma non e’ certo ammissibile lasciare inutilizzate risorse ingenti e importanti per il Paese come il patrimonio dell’Inail”. Punta invece sulla riorganizzazione del sistema il Presidente dell’Inail, Massimo De Felice: “In chiusura della relazione dello scorso anno si diceva che la ristrutturazione dell’Inail sarà impegnativa per complessità e vincoli e che perciò ‘abbiamo bisogno di collaborazione’: in particolare per il coordinamento con i sistemi sanitari regionali, e per garantire efficienza all’organizzazione interna”. “Dopo un anno di lavoro l’auspicio è ancora più vivo – ha concluso De Felice – senza interventi normativi, magari definiti a tempo, per avviare l’innovazione, sarà difficile sfruttare appieno e con efficacia le opportunità d’azione, le capacità e le potenzialità del personale”.

Fonte: Regioni.it – Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – Sistema Puglia, Lavoro, Area Politiche per lo Sviluppo – Redazione Sistema Puglia