di Franco Antelmigruppo consiliare “Per Crederci Ancora”

Franco Antelmi, consigliere comunale nel gruppo "Per crederci ancora" e coordinatore cittadino di CoR (foto d'archivio scattata da Vito Stano)

Franco Antelmi, consigliere comunale nel gruppo “Per crederci ancora” e coordinatore cittadino di CoR (foto d’archivio scattata da Vito Stano)

Quello che si sta consumando a loro danno, infatti, ha dello sconcertante. Come si suol dire cornuti e mazziati!

Riportiamo alcune considerazioni da una delle sentenze in materia in questo caso dalla Sentenza n. 1078 del 30/12/2015 Giudice di Pace di Taranto dott. Martino Giacovelli.

Le ingiunzioni di pagamento inviate dai Comuni agli automobilisti per recuperare il pagamento possono essere nulle per ben quattro motivi:

  • Il mancato invio, nei 120 giorni prima, del dettaglio degli importi iscritti a ruolo;
  • Il mancato rispetto del termine di decadenza;
  • L’illegittima maggiorazione semestrale del 10%;
  • La mancata allegazione del verbale.

Ma procediamo con ordine.

L’ingiunzione di pagamento dei Comuni

Per recuperare gli importi iscritti a ruolo, come nel nostro caso, gli enti locali, anziché valersi di Equitalia o di altri Agenti della riscossione, possono utilizzare la cosiddetta ingiunzione fiscale art. 32 del D.T.L. nr.150/2011. In particolare, a partire dal 23.08.2011, è pacifica la facoltà dei Comuni di utilizzare tale procedura di recupero al fine di riscuotere le sanzioni amministrative.

Tuttavia, per tutte le riscossioni successive al 1° gennaio 2013 e che abbiano ad oggetto debiti non superiori a 1.000 euro, la notifica dell’ingiunzione, così come l’avvio di pignoramenti o fermi auto deve essere necessariamente preceduta – almeno 120 giorni prima – dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo.

Se il Comune invia l’ingiunzione di pagamento senza la preventiva comunicazione del dettaglio della posizione debitoria, l’ingiunzione è nulla. Attenzione: il dettaglio della posizione debitoria deve necessariamente precedere l’ingiunzione e non può essere notificato, in un unico atto, con l’ingiunzione in questione né tantomeno successivamente.

Altro aspetto è il termine di decadenza.

In particolare, la legge stabilisce un preciso termine entro cui il Comune deve notificare il titolo esecutivo al contribuente: esso va portato a conoscenza del soggetto multato “entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo”. Se il Comune non rispetta questa data ultima, decade dal diritto di procedere alla riscossione delle somme.

La maggiorazione del 10%: essa non è dovuta quando il Comune utilizza l’ingiunzione di pagamento, essendo invece applicabile solo nell’ipotesi in cui sia stata emessa una ordinanza della Prefettura a seguito di rigetto del ricorso dell’interessato.

Allegazione del verbale: tale vizio scatta tutte le volte in cui il verbale posto alla base dell’emissione della stessa ingiunzione non risulta allegato, ma solo richiamato.

La legge infatti stabilisce che: “Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell’amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest’ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l’atto cui essa si richiama.”

Invitiamo tutti coloro che hanno ricevuto le ingiunzioni di pagamento a verificare che siano stati rispettati tutti i passaggi appena accennati, caso contrario, fate sentire la vostra voce.

Al Governo cittadino, invece, chiediamo di ritirare IMMEDIATAMENTE le centinaia di Ingiunzioni notificate in questi giorni ed approfondire quanto sopra per evitare un sicuro danno erariale.

Ove mai tanto non dovesse accadere, siamo certi che il Comune di Cassano delle Murge sarà inondato di ricorsi che, accolti dai Giudici, porteranno l’Ente a sicure condanne con consequenziale esborso di migliaia e migliaia di euro pubblici.

 

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