Intervenire per garantire lavoro e protezione sociale ad una popolazione in crescita e che invecchia

I governi, insieme alle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, devono intervenire per garantire opportunità di lavoro dignitose e protezione sociale ad una popolazione in crescita e che invecchia. È la conclusione del «Comitato su occupazione e protezione sociale nel nuovo contesto demografico» della Conferenza Internazionale del Lavoro.

La rapida evoluzione demografica rappresenta una sfida per i mercati del lavoro e per i sistemi di sicurezza sociale in tutto il mondo, una sfida che deve essere affrontata urgentemente, sostiene l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Le discussioni alla Conferenza Internazionale del Lavoro (ILC), sono giunte alla conclusione che una giusta combinazione di politiche insieme alla mobilitazione e all’azione di tutti gli attori interessati, renderebbe la transizione demografica non solo più gestibile e sostenibile, ma aprirebbe anche nuove opportunità.

Le conclusioni del Comitato dell’ILC su occupazione e protezione sociale nel nuovo contesto demografico sottolineano la necessità di una visione politica di lungo termine per rispondere ai bisogni occupazionali e di protezione sociale delle persone di tutte le età, e di promuovere la condivisione delle responsabilità e la solidarietà tra generazioni.

Azita Berar Awad, Vice rappresentante del Segretario Generale dell’ILC presso il Comitato nonché Direttore del Dipartimento per le politiche occupazionali dell’ILO, ha affermato «Queste conclusioni dimostrano che il mondo del lavoro ha bisogno di un approccio basato sul ciclo della vita. Le politiche sull’occupazione e sulla protezione sociale andrebbero sviluppate in modo da rafforzarsi reciprocamente, tenendo conto delle specificità e diversità dell’occupazione, dei modelli di reddito nonché delle necessità specifiche di popolazioni di età differenti».

«Questo vuol dire sviluppo delle competenze e prospettive di lavoro per i giovani; salari equi e garanzia dei diritti per coloro che lavorano e protezione sociale per i disoccupati; opportunità di lavoro e formazione per i lavoratori più anziani e garanzia della pensione», ha aggiunto.

Il rapporto preparato per l’ILC ci da un’idea delle dimensioni di questa sfida, con una popolazione mondiale che supererà i 9 miliardi nel 2050 e il numero degli ultra sessantenni triplicato. I tre quarti degli anziani vivranno nei paesi attualmente in via di sviluppo, la maggioranza saranno donne.

Inoltre, nel 2050, ci saranno solo quattro persone in età lavorativa per ogni individuo che ha più di 65 anni, mentre nel 2000 ce n’erano ben nove. Questo nuovo contesto demografico, mette in guardia il rapporto, ha delle conseguenze profonde per i mercati del lavoro, i sistemi di sicurezza sociale, l’occupazione e lo sviluppo economico.

Fonte: Il Portale del Lavoro Dignitoso – Sistema Puglia, Lavoro, Internazionalizzazione, Imprese – Redazione Sistema Puglia

 
 
 

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