di Vito Surico

l'on. Arcangelo Sannicandro di SEL (ph. Annarita Mastroserio)

l’on. Arcangelo Sannicandro di SEL (ph. Annarita Mastroserio)

Antonio Decaro (PD), Rocco Palese (PdL) e Arcangelo Sannicandro (SEL) sono stati protagonisti ieri sera, venerdì 30 agosto, del primo incontro delle “Interviste di Rilievo”, organizzate dal presidente del consiglio comunale Ignazio Zullo in piazza Moro.

Dal Consiglio Regionale alla Camera dei Deputati: questo il principale punto in comune tra i tre neo-onorevoli ospiti del salotto zulliano. E questo argomento è stato il fulcro del dibattito partendo dalla legge elettorale: i tre hanno parlato dell’attuale legge elettorale e delle differenze rispetto al sistema con le preferenze.

Sannicandro ha aperto gli interventi spiegando come, in 46 anni di carriera politica (è stato eletto per la prima volta nel consiglio comunale del suo paese nel 1966), abbia sperimentato i diversi sistemi elettorali e come, con l’attuale legge, il principio democratico sia «stato stravolto per adottarne uno antidemocratico grazie ad un’intensa campagna di stampa e televisione che hanno convito il cittadino che non conta più la maggioranza assoluta ma quella relativa». Per Sannicandro, è stata tolta la possibilità al cittadino di scegliere il proprio candidato lasciando così che l’esecutivo prendesse la prevalenza sul principio di rappresentanza. Uno dei principali motivi per cui è stato abolito il sistema elettorale proporzionale con la preferenza, ha spiegato l’onorevole foggiano, è che «si diceva che con la preferenza i cittadini vendessero il proprio voto. Ma se qualcuno vendeva vuol dire che qualcun altro comprava, e per ovviare a questo si è deciso prima di ridurre, poi di eliminare le preferenze creando le liste bloccate che mortificano il cittadino», ma che non sono una novità, poiché in Italia si sono già viste con il fascismo. Ora sarà la Corte Costituzionale ad esprimersi su questo argomento a dicembre e, come al solito, saranno i giudici «a dire che i cittadini hanno ragione, cosa che certa politica non riesce proprio a fare».

l'on. Antonio Decaro del PD (ph. Annarita Mastroserio)

l’on. Antonio Decaro del PD (ph. Annarita Mastroserio)

Anche per Decaro, il sistema elettorale con la preferenza è un «valore positivo per l’elettore e un valore positivo aggiunto per l’eletto che si sente legittimato e più autorevole grazie al consenso popolare». L’ex assessore del Comune di Bari (e stando alle indiscrezioni prossimo candidato sindaco del centrosinistra per la città capoluogo) ha spiegato che è, quindi, necessario cambiare la legge elettorale «ma è difficile trovare delle intese anche all’interno degli stessi partiti».

Il porcellum ha creato confusione e non consente di governare, per Rocco Palese, ma «sta bene a tutti i partiti perché a tutti piace scegliersi il proprio candidato» (concetto poi chiarito da Antonio Decaro che ha detto che, in realtà, sono i gruppi dirigenti dei partiti a non voler cambiare la legge elettorale, poiché così hanno la possibilità di «trasformare i propri eletti in soldatini»). Per Palese, il porcellum «può anche rimanere, purché però cambi il premio di maggioranza, fermo restando che il sistema con la preferenza è il migliore».

l'on. Rocco Palese del PdL (ph. Annarita Mastroserio)

l’on. Rocco Palese del PdL (ph. Annarita Mastroserio)

Altro argomento di discussione è stato il salto dalla Regione al Parlamento: traumatico per tutti, vuoi per la “distanza” dal territorio, vuoi perché «nei primi giorni stavamo lì senza far niente» ha detto Palese. E il Governo? Per Decaro è necessario «individuare i punti essenziali su cui lavorare poi tornare al voto con una legge elettorale diversa. Ora è difficilissimo governare il Paese perché siamo tutti sotto ricatto»; per Sannicandro si ha l’impressione «di perfetta continuità tra i governi Berlusconi, Monti e Letta come dimostrano i continui “favori” che vengono fatti alle banche»; per Palese «questo nasce come un Governo di emergenza e di servizio ma molte cose non sono state ancora fatte. Può rimanere anche in eterno questo Governo, purché dia risposte».

Ma delle larghe intese si parlerà più approfonditamente il prossimo 5 settembre, quando sul palco, insieme a Zullo, saliranno il solito Raffaele Fitto e Francesco Boccia, esponente del Partito Democratico due volte sconfitto da Nichi Vendola alle primarie per presidenza della Regione Puglia e attualmente presidente delle V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione) e componente della Commissione speciale per l’esame di atti del Governo. Appuntamento sempre in piazza Moro alle ore 19.30.

 

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