Da oggi, giovedì 9 marzo, “Jackie” è in programmazione al cinema “Vittoria” di Cassano delle Murge. Spettacoli alle ore 18:00, 19:45 e 21:30.

“Jackie”, il nuovo film di Pablo Larrain con, tra gli altri, Natalie Portman e Peter Sarsgaard, ha ottenuto tre candidature ai Premi Oscar, una ai Golden Globes e tre ai BAFTA, dei quali ha vinto quello per i migliori costumi. Mentre è stato premiato al Festival del Cinema di Venezia per la migliore sceneggiatura.

La storia: sono passati cinque giorni dalla morte di John Kennedy e la stampa bussa alla porta di Jackie per chiedere il (reso)conto. Una relazione particolareggiata dei fatti di Dallas.

Sigaretta dopo sigaretta, Jackie ristabilirà la verità e stabilirà la sua storia attraverso le domande di Theodore H. White, giornalista politico di “Life”.

Una favola che il suo interlocutore redige e Jackie rilegge, rettifica, manipola, perfeziona per dire al mondo di Camelot, dell’arme, la dama e il cavaliere che fecero l’impresa e la Storia fino al declino della loro buona stella.

Tra la verità e la favola c’è Jackie. Quella di Pablo Larrain, isolata in una giornata d’autunno, dopo l’assassinio del consorte e prima del ritiro dalla vita pubblica.

«Un intervallo spazio temporale – scrive Marzia Gandolfi su mymovies.itche l’autore cileno ricostruisce in un film storico-vestimentario, cercando l’identità personale dietro quella fittizia, lungo i corridoi e le stanze della Casa Bianca, sotto la seta e i tailleurs di crêpe, di fronte ai manichini inarticolati vestiti da Chanel. E nella silhouette di un manichino, che la protagonista osserva nelle vetrine di una boutique, batte il cuore di un ritratto inflessibile.

[…] Jackie seppe esprimere come nessun’altra i messaggi inibiti dalla parola, trasformando la Casa Bianca in una maison di stile e di glamour, appropriandosi dei media dell’epoca, radio e televisione, intuendo l’importanza di un abito nella figurazione della propria identità e del proprio ruolo sociale, veicolando la politica del consorte e soffiando un vento nuovo sulla residenza presidenziale. È questa attenzione al dettaglio, la vocazione a non lasciare nulla al caso, tantomeno la cerimonia funebre del marito, a rendere penosa la sequenza del trasloco, a rendere intollerabile agli occhi ardenti di Jackie lo scampolo dozzinale che stringe tra le mani la moglie di Lyndon B. Johnson, nuova first lady subentrata traumaticamente a Jackie. Ritaglio di tessuto che ripiomba la Casa Bianca nella medietà e lontano da quel tempo dorato che Jackie prepotentemente riflette, vestendo e svestendo abiti in un incredibile ‘valzer’ che pesca il suo movimento nel musical (“Camelot”) e lascia in archivio il corpus fotografico che le ha cucito addosso un capitolo della storia americana».

 

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