“La ballata dei Raminghi Adirati”: quando la fantascienza cede il passo all’iperrealismo

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Daniele Di Maglie

“L’altoforno” e “La ballata dei raminghi adirati”: due favole, sospese tra iperrealismo e immaginifico, sono state ieri, martedì 25 giugno, le protagoniste del primo incontro della neonata associazione culturale cassanese “il Paese delle bambole rotte”.

Vito Stano, giornalista e presidente della giovane associazione, ha introdotto questo primo incontro dedicato al “futuro nell’ecologia” riportando alcuni dati in merito alla cocente situazione dell’Ilva di Taranto, lasciando poi all’autore, Daniele Di Maglie, raccontare la sua ‘favola’.

La parafiaba “L’altoforno” nasce dal contatto diretto dell’autore con Taranto, una città ‘sorvegliata’ dalle alte ciminiere che la sovrastano creando un paesaggio sempre apparso ‘naturale’ agli occhi del Di Maglie, vissuto sempre circondato da tale ‘presenza’.

La fiaba, scritta molti anni prima che esplodesse il “caso Ilva” (quasi a ricalcare il sentiero aperto dalla filmografia futurista alla “Blade Runner” in cui il futuro supera di gran lunga l’immaginazione), ben presto si rivelerà troppo vicina alla realtà costringendo tutti a fare i conti con il disastro sociale e naturale a cui stiamo assistendo.

Sull’onda dell’atmosfera distopica intravista dall’autore nella propria città è nato “La ballata dei raminghi adirati”, con protagonista il sociologo Tristano.

Anche in questa occasione si rinnova lo scenario apocalittico di una società divisa fra la nascita di una nuova (inquietante) umanità, l’abuso di case farmaceutiche e i piani senza scrupoli di gruppi di ecoterroristi.

La scena si svolge in una sola notte quando, messe al bando tutte le droghe esistenti per essere sostituite dal farmaco “Panacea” (e anche qui non ci esimiamo dalla citazione cinematografica che rimanda a “A scanner darkly”), Tristano e ‘i suoi’ si trovano a lottare contro il regime delle nanomacchine fra personaggi del calibro di Lutero, che creano il presupposto per una cronaca storico-favolistica, insetti parassiti e un sospetto ‘mormorio di fondo’ che accompagna la vicenda.

Entrambi i testi, che Di Maglie, scrittore e cantautore, ha voluto presentare accompagnati da interessanti intermezzi musicali realizzati dallo stesso, sono stati definiti non “romanzi di fantascienza, ma iperrealistici perché decisamente plausibili”.

Annarita Mastroserio

 

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