di Vito Surico

al GiardiLeo il Caffè delle Buone Pratiche sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese (foto dalla pagina Facebook Progetto in Comune)

500 km in tutto, da Caposele, in Campania, a Santa Maria di Leuca, nel Salento, passando dalla Basilicata e dalla Murgia, attraversando l’Alta Irpinia, il Vulture Melfese e la Valle d’Itria con paesaggi incontaminati e immersi nella natura: un vero percorso narrativo che racconta il Sud e le sue tradizioni.

È il canale dell’Acquedotto Pugliese che si sviluppa tra sentieri e condotte nate per effettuare le manutenzioni e che oggi, grazie alle nuove tecnologie, hanno perso il loro utilizzo originario per diventare delle vere e proprie ciclovie o, più semplicemente, dei cammini. Un potenziale volàno per il turismo lento e per la riscoperta di luoghi e storie che fanno del Sud Italia uno dei luoghi più affascinanti al mondo.

E Cassano delle Murge è al centro di tutto questo poiché è uno dei pochissimi centri urbani attraversati dal canale dell’Acquedotto Pugliese. A parlarne, ieri sera al GiardiLeo, Roberto Guido, autore della guida “Ciclovia dell’Acquedotto – Cicloesplorazione da Caposele a Leuca”, nel Caffè delle Buone Pratiche organizzato da Progetto in Comune con Nordic Walking SUD, Legambiente e Leo Club.

Roberto Guido, autore della guida “Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”

La guida è un lavoro che nasce «grazie all’apporto di tanti ciclisti e camminatori che tra il 2016 e il 2017 hanno avviato le prime cicloesplorazioni [neologismo inventato da Cosimo Chiffi, portavoce del Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, invitato al CBP di ieri e assente proprio perché impegnato in un incontro all’AQP, n.d.r.] su un itinerario ricco di storia e natura», ha spiegato Roberto Guido: «è una pagina di storia affascinante – ha aggiunto – e forse poco nota agli stessi pugliesi. L’Aquedotto è stato definito una “macchina idraulica perfetta” che ha strappato alla sete un’intera Regione. Per farlo, è stato necessario addirittura cambiare il corso del fiume Sele. E così, dalla Campania fino a Santa Maria di Leuca abbiamo 99 gallerie e 91 ponti-canale che permettono all’acqua di scorrere “naturalmente” attraversando luoghi bellissimi in un perfetto connubio con la natura. La dorsale murgiana, poi, è attraversata da 130 km di condotta, nata per la manutenzione, che oggi è un vero e proprio percorso nella natura. In tutto, parliamo di 500 km lungo i quali non si vede mai il mare se non alla fine. È un percorso che attraversa aree considerate “depresse” ma che oggi, anche grazie alle ciclovie, è possibile guardare con un occhio diverso e che possono aspirare a un futuro diverso. Un percorso che mette insieme la storia dell’AQP e quello della comunità che attraversa in un itinerario narrativo che può alimentare una visione e un uso del territorio diversi».

La Ciclovia dell’Acquedotto, proprio per le sue peculiarità, è candidata nel censimento dei “Luoghi del Cuore” del FAI: di fatto, il Fondo Ambientale Italiano ne riconosce l’importanza e le caratteristiche di “bene comune”. E allora perché l’Acquedotto, agli inizi di giugno, ha negato il passaggio dalla pista invocando addirittura un Regio Decreto del 1904?

La questione, ha spiegato Guido, è puramente formale: la Ciclovia è di fatto pubblica. Di proprietà della Regione Puglia che l’ha affidata all’AQP, società per azioni il cui socio unico è, appunto, la Regione. «La ciclovia c’è ed è già un percorso di uso comune e molto frequentato», ha affermato Roberto Guido: «sebbene ci siano i cartelli con su scritto “proprietà privata”, è comunque un demanio pubblico, di proprietà della Regione. AQP non ha mai negato l’accesso alle persone ma oggi pone problemi di gestione, di responsabilità e burocratici. Ma la fruizione delle ciclovie è ampiamente tollerata. È giusto che ci sia una regolamentazione, ma noi andiamoci. Come Coordinamento dal Basso per la Ciclovia abbiamo chiesto ad AQP che venga effettuata la manutenzione, noi non vogliamo la gestione, ma ci impegniamo a promuoverla perché vogliamo che quel percorso sia vissuto. Sono fortemente convinto che il progetto sia vincente perché intorno c’è una comunità che è andata più avanti rispetto alle istituzioni. È un progetto che contribuisce a rafforzare l’identità del territorio e, soprattutto, può diventare uno snodo importante per il turismo grazie all’esperienza immersiva nelle aree che attraversa».

Roberto Guido e Maria Antonietta Pedone, coordinatrice dell’incontro in rappresentanza del movimento cittadino Progetto in Comune, promotore dell’evento con l’associazione Nordic Walking SUD, Legambiente – Cassano delle Murge e il Leo Club Cassano (foto Facebook)

Maria Antonietta Pedone, coordinatrice dell’incontro in rappresentanza di Progetto in Comune, ha riportato ai presenti il messaggio del portavoce del Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, Cosimo Chiffi, che ha comunicato che l’AQP ha reso possibili le cicloesplorazioni per quest’anno. Ma è necessaria una programmazione seria e lo stesso Acquedotto non si è reso disponibile a organizzare e presidiare il percorso che, snodandosi lungo piste sterrate o brecciate, ha comunque necessità di essere manutenuto e messo in sicurezza.

Da questo punto di vista, c’è anche da sottolineare che la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è tra le ciclovie di interesse nazionale, unica al Sud, e che con la Legge di Stabilità 2016 sono stati stanziati fondi per la sistemazione della stessa. I lavori, però, sono stati effettuati su un solo tratto di 15 km in Valle d’Itria. Tratto che, sebbene sia stato messo a nuovo, presenta anche delle criticità in quanto non c’è stato un vero e proprio rispetto dei luoghi che attraversa.

Insomma, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese rappresenta davvero un punto di forza per il turismo lento, per le immersioni nella natura incontaminata, ma c’è bisogno che qualcuno se ne prenda cura, che le istituzioni capiscano le istanze che arrivano dal territorio.

Intanto è possibile votare la Ciclovia tra “I luoghi del Cuore” del FAI e scaricare le tracce GPS per seguirne il percorso dal sito internet del Coordinamento dal Basso, in modo da poter fare l’esperienza in prima persona e, perché no, far sì che il messaggio arrivi a chi di dovere affinché questo bene comune diventi un punto di forza del Sud, della Puglia e di Cassano delle Murge.

 

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