La crisi colpisce anche gli immigrati: sono oltre 380 mila i disoccupati stranieri in Italia. In aumento rispetto ai 162 mila del 2008. È il profilo che emerge dalle pagine del terzo rapporto annuale del ministero del Lavoro e delle politiche sociali “Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia”, che fa luce su un ulteriore aspetto legato alla crisi economica italiana.

Un aumento di quasi sei punti percentuali rispetto al 2008. Il tasso di disoccupazione della popolazione straniera tra i 15 e i 64 anni in Italia nel 2012 è stato pari al 14%, mentre in Ue questa percentuale ha raggiunto il 17,8% con un aumento del 5,6% rispetto al 2008. E se la media italiana è leggermente inferiore a quella europea, il dato nazionale segna comunque un sensibile incremento del 5,6 % sul 2008. Nel nostro Paese – dove i cittadini stranieri nel 2012 erano pari al 7,9% del totale – come si legge nel rapporto “la crescita della disoccupazione straniera dipende dalla composizione di più fattori: la crescita della popolazione straniera stabilmente residente, la crescita della componente di lavoratori di nazionalità Ue e, ovviamente, la crescita dei lavoratori stranieri extracomunitari che hanno perso il proprio posto di lavoro”.

Giovannini: “Rafforzare gli strumenti”. E, sempre secondo il documento, la crisi ha inciso “in misura relativamente più accentuata proprio sulla componente immigrata”. La retribuzione netta mensile per gli stranieri nel 2012 è stata pari a 968 euro, in rispetto al 2011 (973 euro), con un distacco negativo rispetto a quella italiana di ben 336 euro. “Occorre rafforzare gli strumenti di ricerca del lavoro – ha commentato il titolare del dicastero – Le iniziative contenute nel decreto lavoro vanno in questa direzione, ma bisogna fare di più”. Inoltre, il ministro ha sottolineato con forza che “il tema dell’immigrazione riguarda tutto il Paese”.

Domanda concentrata su poche professioni. E leggendo i dati in un’ottica sociale si comprende come la crisi possa avere ripercussioni molto pesanti sul nucleo familiare: infatti, spiega lo studio, “la perdita del posto di lavoro per un capofamiglia extracomunitario – soprattutto in alcune comunità – può significare una forte destabilizzazione del nucleo familiare”. Il rapporto, tuttavia, fornisce anche un’altra chiave di lettura dei dati. Infatti, nonostante la situazione di crisi, il flusso di stranieri che raggiungono l’Italia in cerca di lavoro non diminuisce: rispetto al 2011 i lavori immigrati sono 82mila in più per un totale di 2 milioni e 334mila unità. Ma la domanda di lavoro orientata agli stranieri “sembra condizionata e circoscritta a mansioni sempre più ‘povere’ e comunque concentrata su poche professioni”.

Fonte: INAIL – Lavoro, Imprese, Sistema Puglia – Redazione Sistema Puglia