di Lorena Liberatore

a palazzo Miani-Perotti la presentazione della mostra “La grande guerra nelle pagine dei giornali” (foto di Lorena Liberatore)

Si è tenuta ieri alle 18.30 nella sala conferenze del palazzo Miani-Perotti, l’inaugurazione della mostra “La grande guerra nelle pagine dei giornali” organizzata dal Club per l’UNESCO di Cassano delle Murge. A presiedere l’evento, il sindaco, Maria Pia Di Medio, il prof. Antonio Mininno, Presidente del Club per l’Unesco di Cassano e docente di Geografia Economica presso la Facoltà di Economia (Bari), la prof.ssa Maria Simone, presidente onorario del Club per l’Unesco di Cassano, il prof. Giacomo Cecere, docente di latino e italiano, e Marzia Basile che ha curato la mostra allestendo per l’evento un’installazione.

Dopo i saluti del sindaco ha preso la parola il prof. Antonio Mininno, il quale ha sottolineato l’importanza per i giovani di conoscere e avere consapevolezza di «quanto i nostri progenitori hanno fatto per raggiungere un lungo periodo di pace, che stiamo tuttora vivendo», e come in questo dovrebbero agire in primis le scuole, in particolar modo per comprendere quella che è stata l’evoluzione, a livello nazionale ed europeo. La Prima Guerra Mondiale, infatti, ha contribuito a tracciare una nuova geografia.

Molto interessante l’intervento del prof. Giacomo Cecere, con un excursus sul concetto di “Grande Guerra”, oggi vera e propria categoria concettuale. La prima guerra che continuativamente è durata cinque anni con cospicue azioni al fronte, e segnata da un elevato numero di morti; grande perché del tutto diversa da quelle precedenti, anche per le nuove strategie messe in capo, per i nuovi scenari di combattimento (si pensi ai bombardamenti aerei o alla guerra sottomarina, alle chimiche ma anche a dispositivi come lanciafiamme o carri blindati).

“La grande guerra nelle pagine dei giornali” (foto di Lorena Liberatore)

Nella mostra, le pagine di giornale accuratamente selezionate rappresentano gli eventi di guerra come “molecolari”, come ha sottolineato lo stesso prof. Cecere, giocati sull’impatto emotivo del momento, per questo ridefinibili come “storia di emozioni”, paure o speranze, a seconda di una sconfitta o di una momentanea vittoria. Dagli stralci di quegli stessi giornali d’epoca si coglie, di volta in volta, il diverso modo di percepire o di rappresentare ai lettori la guerra stessa, secondo una particolare coscienza nazionale.

Evidente anche il divario tra società politica e civile, fra chi ha voluto la guerra e chi la contesta. In questo scenario la grande popolazione è del tutto assente, non coinvolta. Stesso divario tra forze politiche e comunicazione.

Sono associate le testate italiane a quelle straniere per permettere una lettura sia sincronica che diacronica, ponendo a confronto le varie visioni dettate da orientamenti politici o percezioni emotive del momento. Questo può anche porre in risalto, a un’attenta lettura, come, dall’attentato di Sarajevo alla pace di Versailles, una guerra all’inizio “subita” e non voluta sia diventata poi da tutti sentita.

Una guerra, inoltre, segnata dall’attivismo dei giovani intellettuali interventisti, legati alle idee del futurismo e che, di conseguenza, esaltavano la macchina, il movimento, parlavano di guerra come “igiene dell’umanità” e la consideravano come una grande occasione, un rito di iniziazione per i giovani, per mostrare valore e coraggio. Ma questo mito futurista e a suo modo romantico maturerà nel tempo fino alla consapevolezza che la guerra non risolve nessun problema sociale. Ricordiamo, quindi, la Prima Guerra Mondiale per liberare l’uomo dalla guerra stessa.

«Una mostra», come ha dichiarato la prof.ssa Maria Simone, presidentessa onoraria del Club per l’UNESCO di Cassano, la quale ha contribuito e collaborato attivamente all’organizzazione dell’evento, «che per l’attenzione ottenuta è diventata presto itinerante, riscuotendo in particolare l’interesse delle scuole».

A completare l’allestimento, novello cammeo della mostra, l’installazione di Marzia Basile: del filo spinato nei cui grovigli spiccano borracce d’acqua e bombe (a simboleggiare sete, fame e guerra), su di un tavolo alle cui estremità sono poste, a commentare il tutto, alcune poesie di Ungaretti (come la famosissima “Soldati”).

Fino al 4 novembre 2018 sarà possibile visionare le prime pagine di alcuni quotidiani del periodo 1914-1918, messi a disposizione dal prof. Franco Saturno.

l’installazione di Marzia Basile per la mostra “La grande guerra nelle pagine dei giornali” (foto di Lorena Liberatore)

 

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