di Lorena Liberatore

Si terrà domenica 22 luglio alle 22:00 il nuovo evento organizzato da Vito Campanale che vede come protagonista il centro storico di Cassano. Titolo: “La notte del Camerlengo, passeggiata notturna fra storie e leggende cassanesi”.

Di seguito un’intervista a Vito Campanale.

Ciao Vito! Com’è nata questa idea e perché “La notte del Camerlengo”?

Quest’idea era in me da tempo (ne ho sempre tante in mente, talvolta alcune si realizzano, altre no); in passato eventi del genere li ho organizzati quando mi venivano richiesti (da associazioni o scuole, dai privati, dall’amministrazione, ecc.), questa volta ho deciso di non aspettare che arrivasse una richiesta, ma di attivarmi in prima persona. Quello che faremo quest’anno è una sorta di esperimento, una specie di versione numero “0”, l’idea per certi versi è ancora in embrione e andrebbe sviluppata, anche con maggior impatto scenico. Si potrebbe anche fare in costume, per esempio! Non è un caso che questo evento l’ho circoscritto all’ambito degli amici di facebook, non ne sono al corrente in molti.

Infatti, qualcuno si chiedeva perché la locandina sia presente solo sulla tua bacheca ma non su gruppi o altre pagine.

È voluto. Anche per la stessa ragione di cui ti parlavo: voglio vedere se questo “format” prende. Non nascondo che spero di ripeterlo ogni estate, tant’è che facendo delle ricerche su internet ho scoperto che ci sono dei paesi in Germania (ce n’è uno in particolare che si chiama Rothenburg) dove questo format è un evento fisso. Lì naturalmente è tutta un’altra cosa, l’ambientano in un borgo medievale, vi partecipano in costume portando torce, ecc.

Questa è, quindi, la mia idea: la visita guidata nel centro storico, però di notte (perché di notte c’è tutto un altro fascino) e l’idea, il filo conduttore, è la figura del Camerlengo.

Perché questa figura?

Perché anticamente, quando Cassano era molto diversa da quello che è adesso, il Camerlengo era colui a cui era affidato il compito, la sera, di chiudere le porte del paese e la mattina poi, all’alba, riaprirle perché la gente potesse uscire per andare nei campi a lavorare, ecc. Era una figura sicuramente di riferimento, perché lo conoscevano tutti, e doveva conoscere tutti! Infatti la chiusura delle porte era una cosa abbastanza delicata, era assai sconveniente che qualcuno rimanesse fuori a una certa ora. Di conseguenza lui doveva accertarsi, senza poter contare su mezzi di supporto, che tutti fossero rientrati, e quindi qui c’è tutta una cornice da raccontare. Non a caso, il mio approccio a questi eventi è orientato sempre sul narrato, se vuoi attirare l’attenzione del pubblico devi raccontare.

Niente che sia un approccio “accademico” quindi.

Assolutamente no, io non sono uno storico. Oriento la storia sempre sul narrato, in questa maniera ho fatto esperienze bellissime anche con i bambini, che sono i più difficili da interessare, i bambini non li tieni attenti per un’ora e mezza se gli fai una lezione di storia [ride].

Qual è il periodo della storia di Cassano che più ti ha appassionato?

Il periodo che mi ha sempre affascinato di più di Cassano è quello che va dal 1650 al 1750, un secolo. Perché molte delle cose più importanti per Cassano sono successe in quel periodo: di quel periodo, se li sappiamo cogliere, ci sono ancora molti segni, e se ne può parlare abbondantemente.

Quindi, tornando all’evento di domenica, l’orario scelto è sempre dovuto alla figura del camerlengo e alle atmosfere che ne derivano.

Si certo. Ma anche perché quello che ho notato curando questi eventi d’estate, di giorno, è che ci sono degli orari davvero impossibili. Abbiamo fatto negli anni passati, insieme agli Amici della Biblioteca, il Festival dei Pozzi, degli Archi, delle Scalette, e pur iniziando verso le 19.30 il sole non deponeva a nostro favore.

E le 22:00, invece, è un orario favorevole?

Io mi auguro di sì. Innanzitutto questa e una delle cose che voglio testare, perché l’approccio di sera è sempre molto differente rispetto a quello che si ha di giorno. Io sono fiducioso che la sera, col fresco, dopo le 22:00 certe cose si godano ancora di più. Inoltre, in questa occasione ho cercato di fare un compendio di tutto: tutte le volte che ho portato la gente in giro c’era sempre un tema (i pozzi, gli archi, ecc.), questa volta ho anche cercato di costruire un compendio di tutto quello che ho trattato in questi anni, e di tutto quello che so. L’evento durerà un paio d’ore, e di sera è più favorevole.

Il tuo evento presta molto bene il fianco a discorsi e programmi sulla Rigenerazione Urbana. È voluto o capita in maniera casuale, e cosa ne pensi della Rigenerazione Urbana?

Come per tutti i programmi che in questi ultimi periodi sto sentendo (ultimamente ne fioriscono diversi tra associazioni e non solo), da un lato mi fa piacere, perché sono sempre segni positivi, io però sono del parere che bisognerebbe cominciare dalle ‘piccole cose’. Se per “rigenerazione” si intende rigenerare uno stabile o un tratto di strada mi sta bene, però ci sono anche cose talmente piccole, che però sono importantissime, che nel frattempo si dovrebbero curare. Al momento a Cassano abbiamo vicoletti pieni di erbacce, le case sono in pessime condizioni… Il centro storico è in degrado.

 

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