di Vito Surico

Dal 27 al 29 settembre 2017 si svolge a Firenze la prima edizione di Fiera Didacta Italia, associata ad una fiera che da oltre 50 anni ha luogo in Germania, ed è il più importante appuntamento fieristico dedicato al mondo della scuola: discute di idee e innovazioni nella didattica in generale con laboratori, incontri e dibattiti e vede la partecipazione di diversi espositori del settore (da case editrici ad altri soggetti interessati alla didattica sotto l’aspetto commerciale, ma anche sotto quello più inerente allo sviluppo).

L’IISS Leonardo da Vinci di Cassano delle Murge sarà tra i protagonisti di Didacta Italia con la realazione del prof. Domenico Bracciodieta sul tema “Ripensare la valutazione delle competenze linguistiche” e il workshop “Oltre le discipline” che «permetterà ai docenti – scrive la dirigente scolastica dott.ssa Daniela Caponio sul sito internet della scuola – di comprendere gli elementi che caratterizzano la costruzione di un curricolo che integra disciplinare e extradisciplinare e di progettarne la replicabilità nella propria classe».

Di quelli che saranno, nello specifico, i temi che verranno trattati in Didacta Italia e quale sarà il ruolo dell’IISS Leonardo da Vinci ne abbiamo parlato in una lunga chiacchierata con il prof. Bracciodieta: «siamo stati invitati – ci spiega – perché da un paio d’anni stiamo lavorando su una metodologia nuova e innovativa relativa soprattutto a CassanoScienza: abbiamo preso spunto dai laboratori realizzati dai ragazzi nell’esposizione dei loro esperimenti impostando tutta la didattica dall’avvio dell’anno scolastico fino alla manifestazione conclusiva che è CassanoScienza. Lasceremo lavorare gli studenti su dei progetti specifici a materie trasversalmente legate basandosi sul tema di CassanoScienza che quest’anno sarà “Forme di Vita”. Prenderemo il tema che abbiamo individuato e ne faremo, per ogni consiglio di classe un progetto, un project work sul quale varie materie confluiscano. Protagonisti: gli studenti. Verrano suddivisi in gruppi e microgruppi, avranno degli obiettivi molto specifici, verrà applicata quella forma di didattica che si chiama laboratoriale con il fine di arrivare a realizzare un prodotto d’apprendimento, facendo ricorso molto alle tecnologie. Sfruttiamo quindi i vari dispositivi, compresi quelli che sono stati ultimamente sdoganati dalla ministra, cioè gli smartphone (in realtà all’inizio sono sempre stati un limite, visti come “distrattori” ma se ben regolamentati e utilizzati sono piccoli computer con scopi didattici assolutamente pratici: dalla foto al posto della fotocopia, ai dizionari online fino a Wikipedia). Lo stiamo applicando».

Dopo la “visita” delle ricercatrici di Indire, Istituto emanazione del Ministero che si occupa della ricerca educativa, che hanno avuto modo di capire come l’IISS Leonardo da Vinci lavori in funzione di CassanoScienza, è arrivato l’invito per l’Istituto Scolastico cassanese e l’inserimento in una delle varie forme di avanguardia educativa che si chiama “Oltre le discipline” (sono 13), titolo di uno dei workshop a cui parteciperà un gruppo di docenti dell’IISS Leonardo da Vinci con la dirigente scolastica Daniela Caponio, che sarà un resoconto con dimostrazioni e discussioni di quanto fatto nelle varie scuole con esempi vari. «Noi porteremo CassanoScienza come uno dei tanti esiti di un buon lavoro fatto in project work – spiega Bracciodieta – che può dar vita a prodotti editoriali, culturali, cosiddetti learning objects, penso anche a semplici presentazioni multimediali o eventi di vario tipo. Ecco il nostro è uno di quelli più complessi e dimostriamo che si può anche arrivare ad articolarlo in quel modo, sempre con gli studenti protagonisti: non è, infatti, una semplice serie di conferenze con esperti che vengono a parlare e finisce lì. Ci sono scuole che vengono a visitarci e ci sono, soprattutto, dimostrazioni dei laboratori svolti. È una sorta di fiera della scienza».

Il prof. Bracciodieta sarà tra i protagonisti con la sua relazione su “Ripensare la valutazione delle competenze linguistiche”: un workshop costruito su un argomento più specificatamente linguistico che vedrà la partecipazione di altri relatori tra cui due teorici del Ministero (una si occuperà delle nuove prove Invalsi prima dell’Esame di Stato, l’altro è invece un docente dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia che tratterà alcuni aspetti della valutazione dei programmi CLIL, cioè le materie in lingua inglese dell’ultimo anno) e poi verranno esposti tre esempi che riguardano le scuole superiori, tre modalità di utilizzo e sperimentazione sulle competenze sulla valutazione tra i quali ci siamo anche noi come Liceo di Cassano.

«Cosa significa ripensare la valutazione delle competenze?», si chiede il prof. Bracciodieta: «nelle lingue straniere tradizionalmente ci sono quattro competenze (reading, writing, speaking e listening) che fanno parte, oltre che delle valutazioni delle nostre materie (in realtà noi ci occupiamo per lo più di scritto e orale come valutazione, un po’ meno delle altre), anche delle certificazioni: quando si vuole acquisire una certificazione di livello (che si Cambridge o Trinity) le prove sono strutturate proprio così (si fanno prove di reading, prove di writing, prove di listening e la conversazione). In realtà l’idea è quella, grazie all’esperienza dei project work e di CassanoScienza, di andare oltre, cioè di integrare queste competenze e queste valutazioni con delle abilità che ormai sono o acquisite dagli studenti o da sviluppare che sono le abilità trasversali cosiddette e-study skills, cioè digitali. Quanto gli studenti sono in grado o possono meglio fare ricerche in rete, utilizzare le tecnologie multimediali per le presentazioni in cui quelle abilità sono assolutamente fondamentali: interpretare un testo, scriverne una sintesi… però ci sono delle forme di comunicazione che non sono più la conversazione su argomento specifico o casuale, ma è una modalità di utilizzo della lingua inglese per comunicare gli esiti di una ricerca o per avviare un dibattito. Sono competenze particolarmente rilevanti, associate, se fatte anche in lingua inglese, per esempio alle conferenze di lavoro perché in un group work o in un project work è fondamentale che ci sia una condivisione di obiettivi. Quindi i gruppi che noi utilizziamo nei project work di CassanoScienza, verranno resi più efficaci anche in lingua inglese, suddividendole anche in base ai ruoli che ogni componente del gruppo avrà (ricerca informazioni, elaborazione prodotto, speaker). Queste competenze andrebbero associate alle competenze tradizionali».

«Poi c’è un altro aspetto sul quale sarò chiamato a relazionare e che tratta l’equilibrio delle competenze», spiega ancora Bracciodieta: «l’ascolto è meno utilizzato rispetto alle altre competenze laddove, invece, scientificamente e statisticamente è nella comunicazione di ogni giorno prevalente rispetto a scrivere. Per questo stiamo lavorando su un’applicazione sperimentale, sia come Liceo che personalmente come gruppo di ricerca che, utilizzata su tutti i device (smartphone, tablet e laptop), può migliorare l’ascolto facendo leva soprattutto sui singoli suoni, sulle parole, che vanno decifrati e ricostruiti. È un programma che, nella sua versione originaria, è stato utilizzato in cd rom con il prof. Green che è il soggetto che ha animato questa idea e che adesso invece sta per essere ricondotta alle nuove tecnologie con l’applicazione. Il Liceo ha sperimentato negli anni con discreto successo questa idea e sta puntando, adesso che abbiamo le scuole Cambridge (abbiamo più di 100 studenti che vi si sono iscritti per studiare materie in lingua inglese, scienze, matematica e informatica), per poter utilizzare testi a carattere scientifico perché possano essere ascoltati, compresi e utilizzati al meglio in funzione poi degli esami. È una vera e propria sperimentazione che cercherò di illustrare. Non c’è ancora un prodotto finito, è in progress e ci auguriamo di realizzare entro qualche mese. Per il nuovo CassanoScienza ci dovrebbe essere, così come per le nuove classi Cambridge da gennaio».

l’IISS “Leonardo da Vinci” di Cassano delle Murge (foto d’archivio)

È una sperimentazione che è già stata autorizzata alla facoltà di veterinaria all’Università di Bari e presto sarà una realtà che l’IISS Leonardo da Vinci espanderà e che vede la scuola cassanese tra i promotori in prima battuta: «fa sempre piacere essere all’avanguardia», afferma Bracciodieta.

Con il professore abbiamo parlato anche di altre novità e, soprattutto, innovazioni che riguardano l’IISS Leonardo da Vinci: tra le altre la certificazione di Cambridge International School. «È un’idea che è in giro già da qualche anno – dice Bracciodieta –: materie in lingua straniera che equivalgono alla certificazione che in Inghilterra si ha a 16 anni, la certificazione “general”, che viene acquisita di obbligo da tutti gli studenti inglesi. Il percorso prevede una selezione (bisogna avere strutture adatte e un progetto) per poter svolgere dei programmi, come quelli che fanno in Inghilterra, in lingua inglese e per varie materie. Le materie sono addirittura a livello internazionale e sono più di 70. Sta poi alla scuola scegliere quale proporre. Noi siamo orientati verso le scienze fondamentalmente ma nessuno ci vieta di fare un percorso che coinvolga anche storia, filosofia, addirittura di latino in lingua inglese. Ci siamo candidati, abbiamo pensato di utilizzare soprattutto le risorse interne, cioè quei colleghi che conoscono l’inglese a livello tale da potersi esprimere nella propria materia in lingua inglese e abbiamo individuato scienze e biologia, informatica e matematica come materia con le caratteristiche, tra docenti e possibilità di sviluppo, per svolgere questi programmi. E sono, rispetto ai programmi italiani, aggiuntivi: in parte corrispondono ai programmi italiani, in parte sono un po’ diversi e quindi l’impegno per gli studenti è di accrescere le competenze in lingua. Sono lezioni che si terranno in coda alle lezioni “curriculari” e sono rivolte a studenti di primo e secondo anno: eravamo convinti di formare una sola classe Cambridge, invece abbiamo ottenuto un enorme riscontro. Dai quei trenta, quaranta che avevamo ipotizzato, abbiamo oltre centodieci iscritti che seguiranno un percorso della durata di due anni perché Cambridge suggerisce un percorso di almeno 130 ore per ogni singola materia».

I corsi dovrebbero partire a metà ottobre: intanto i docenti (che non hanno mai insegnato inglese ma hanno la competenza linguistica) dovranno prepararsi e raccordarsi sui programmi, sui materiali, sulle risorse. «È una bella sfida che ci ha colti negli ultimi tempi – afferma Bracciodieta – e che vogliamo praticare perché ci sembra una buona forma di promozione del nostro istituto anche sul territorio tenendo conto anche che non ci sono altre scuole Cambridge nel nostro bacino d’utenza (Acquaviva, Gioia, Santeramo, Sannicandro)».

Tra le novità dell’IISS Leonardo da Vinci, inoltre, l’avvio dell’insegnamento di diritto ed economia al biennio e l’attivazione di un laboratorio per l’Istituto Tecnico Energetico («è un corso che deve farsi conoscere – per Bracciodieta – ma se riusciamo ad attrezzare anche i laboratori è un indirizzo che sfrutta le potenzialità dell’energetico e dello sviluppo sostenibile: progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici o di altro tipo per le energie ecocompatibili e il nostro territorio si presta molto a un’idea e una potenzialità del genere»).

Insomma, «c’è una linea di continuità, un progetto di fondo molto chiaro che nelle sue articolazioni non è casuale: non siamo tanti indirizzi messi insieme per creare un istituto superiore. C’è invece un’idea per tante possibilità compreso il Classico che fa parte dei vari progetti a pieno titolo (Cambridge e CassanoScienza)».

Il tutto per far sì che gli studenti siano sempre più facilitati nelle proprie scelte future e nell’inserimento nel mondo del lavoro come avviene già dall’anno scorso con l’alternanza scuola-lavoro: «i ragazzi hanno dato un valido contributo nel Museo del Territorio per la pannellatura, gli allestimenti, hanno appreso e capito cosa significa realizzare un’istituzione del genere in un contesto come il nostro. Poi ci sono altre cose più diffuse e parcellizzate: qui intorno non abbiamo grosse aziende che possano ospitare, abbiamo microimprese con cui trovare accordi per collaborare in gruppi molto limitati».

Un concetto, quello dell’alternanza scuola-lavoro, che ha bisogno di essere ancora sviluppato come si deve: «ha ancora bisogno di essere rodata ed essere meglio realizzata: non lo abbiamo scelto noi, quindi non abbiamo avuto modo di programmare. È stata pensata dal Ministero, ma è evidente che sul territorio italiano ci saranno condizioni più favorevoli e meno», afferma Bracciodieta.

Tra i vari progetti di alternanza scuola-lavoro c’è anche la partecipazione di un gruppo di studenti ad un progetto regionale che li ha portati a Londra in un’azienda che gestisce scuole in lingua ed hanno fatto un lavoro di assistenza, rapporti con clienti e fornitori, valutazione dei rischi: «è un’attività valida – conclude Bracciodieta – ma non ancora a sistema. Non abbiamo potuto collocarla come obiettivo annuale per la scuola ma è stato un progetto regionale che abbiamo raccolto. Dobbiamo trovare il modo di strutturare nel tempo qualcosa che sia ripetuta e valida come iniziativa».

 

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